
Fiscalità
Soglia forfettario 85.000 €: cosa succede se la superi (e come vederla arrivare a settembre, non a gennaio)
Team Freelancy · 6 settembre 2026 · 11 min di lettura
Ottobre. Apri il foglio dove tieni le fatture e sommi. 79.400 €. La soglia forfettario è a 85.000. Hai in mano un preventivo da 9.000 € che il cliente vuole chiudere entro l'anno, e per la prima volta la domanda non è "riesco a farlo?" ma "mi conviene?". Chiami il commercialista, che ti risponde: "dipende". Ha ragione lui. Ma da cosa dipende, esattamente, te lo spieghiamo qui.
Questo articolo è per chi la soglia la vede arrivare, o teme di averla già passata senza accorgersene. Cosa succede, quando, cosa conta davvero e come non scoprirlo a gennaio dal commercialista.
In breve
- Il limite è 85.000 € di ricavi incassati nell'anno. Conta la cassa, non le fatture emesse.
- Tra 85.000 e 100.000 €: resti forfettario fino al 31 dicembre, esci dall'anno dopo.
- Sopra 100.000 €: esci subito, e l'IVA è dovuta dalla fattura che sfora.
- A 95.000 € in ordinario puoi restare con meno soldi in tasca che a 84.000 € in forfettario. Non sempre, ma spesso. Va calcolato prima, non dopo.
- Se apri in corso d'anno, la soglia è proporzionata ai giorni: chi apre a luglio ha circa 42.800 €.
In questo articolo
Le due soglie: 85.000 e 100.000
Dal 2023 le soglie sono due, e funzionano in modo diverso. La Legge di bilancio 2026 le ha confermate entrambe.
| Ricavi incassati nell'anno | Cosa succede | Da quando | IVA |
|---|---|---|---|
| Fino a 85.000 € | Resti nel forfettario | – | No |
| Da 85.001 a 100.000 € | Esci dal regime | Dal 1° gennaio dell'anno successivo | Dall'anno successivo |
| Oltre 100.000 € | Esci dal regime immediatamente | Nell'anno stesso | Dovuta dalla fattura che supera i 100.000 € |
La differenza è sostanziale. Se chiudi l'anno a 92.000 €, quell'anno è tutto forfettario: imposta sostitutiva, niente IVA, niente ritenute. Solo dal 1° gennaio passi all'ordinario, e hai dodici mesi per prepararti. Se invece a novembre incassi la fattura che ti porta a 101.000 €, quella fattura doveva avere l'IVA, e da lì in poi sei in ordinario per tutto quello che resta dell'anno. Se l'hai emessa senza IVA, va sistemata.
Un dettaglio che vale per chi ha aperto quest'anno: la soglia si ragguaglia ad anno. Se hai aperto il 1° luglio, il tuo limite per il primo anno non è 85.000 € ma circa 42.800 € (85.000 × 184/365). Un ottimo primo semestre può farti uscire dal regime prima ancora di averlo capito.
Cosa conta davvero: incassi, non fatture
Il forfettario segue il principio di cassa: i ricavi dell'anno sono quelli che hai incassato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre. Una fattura emessa il 20 dicembre e pagata il 10 gennaio è ricavo dell'anno dopo. Una fattura di novembre dell'anno scorso pagata a febbraio è ricavo di quest'anno.
Questo cambia il modo in cui devi guardare la soglia:
- Il foglio con le fatture emesse non ti dice se hai superato. Ti serve la colonna "incassata il".
- I clienti che pagano in ritardo spostano ricavi da un anno all'altro senza che tu decida niente. Il 31 dicembre puoi essere a 83.000 € incassati con 12.000 € di fatture in attesa: sei sotto soglia, e a gennaio parti con 12.000 € già "consumati".
- Come professionista, la fattura la emetti quando incassi (o al momento del pagamento, se lavori con avviso di parcella o pro forma). Non è un trucco: è come funziona la fattura per le prestazioni professionali. Chiudere un lavoro a dicembre e concordare il pagamento a gennaio è legittimo. Emettere una fattura e "nascondere" un incasso di dicembre, no.
Il ragguaglio vale anche per la rivalsa
Se addebiti in fattura la rivalsa INPS del 4%, quel 4% è ricavo e conta per la soglia. A 82.000 € di compensi con rivalsa sei a 85.280 €: fuori. Il bollo da 2 €, se lo riaddebiti al cliente, conta anche lui.
Cosa cambia in regime ordinario
"Ordinario" per un professionista vuol dire regime semplificato con IRPEF a scaglioni. In pratica cambiano cinque cose:
| Voce | Forfettario | Ordinario (semplificato) |
|---|---|---|
| Imposta | 5% o 15% sul reddito forfettario | IRPEF a scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre, più addizionali regionale e comunale |
| Spese | Forfait (22% o 33% del fatturato) | Deduci le spese reali documentate |
| IVA | Non la applichi | 22% in fattura, versata trimestralmente o mensilmente; detrai quella sugli acquisti |
| Ritenuta d'acconto | Nessuna | I clienti con partita IVA trattengono il 20% del compenso e lo versano per te: incassi l'80% |
| INPS Gestione Separata | 26,07% sul reddito forfettario | 26,07% sul reddito reale (ricavi meno spese) |
| Adempimenti | Pochi | Registri IVA, liquidazioni periodiche, dichiarazione IVA, fatturazione elettronica con IVA, commercialista più caro |
La ritenuta d'acconto merita una riga in più perché è la cosa che destabilizza di più chi passa. Con clienti aziende, ogni fattura da 1.000 € + IVA ti arriva sul conto come 1.000 + 220 − 200 = 1.020 €. I 220 di IVA non sono tuoi, i 200 di ritenuta sono tasse già pagate. La tua liquidità reale su quella fattura è 800 €. Chi non lo sa, il primo trimestre in ordinario vive con un conto che sembra pieno e non lo è.
Il conto: 84.000 in forfettario contro 95.000 in ordinario
La domanda giusta non è "supero o no?", ma "quanto devo fatturare in più perché valga la pena uscire?". Facciamo il conto per un professionista con coefficiente 78%, Gestione Separata, imposta al 15%, con 12.000 € l'anno di spese reali (software, coworking, attrezzatura, commercialista). Numeri arrotondati, addizionali stimate all'1,9%.
| 84.000 € forfettario | 95.000 € ordinario | |
|---|---|---|
| Ricavi | 84.000 € | 95.000 € |
| Spese reali | 12.000 € (non deducibili) | 12.000 € (deducibili) |
| Reddito imponibile INPS | 65.520 € | 83.000 € |
| INPS 26,07% | 17.081 € | 21.638 € |
| Reddito imponibile imposta | 48.439 € | 61.362 € |
| Imposta | 7.266 € (15%) | circa 19.700 € (IRPEF 18.590 € + addizionali) |
| Netto dopo tasse e spese | 47.653 € | 41.662 € |
Undicimila euro di fatturato in più, seimila euro in meno in tasca. Non è una provocazione: è la matematica di un regime piatto al 15% contro uno a scaglioni che sopra 50.000 € prende il 43%. E non abbiamo contato il commercialista più caro, né il tempo per IVA e registri.
Con lo stesso foglio, il punto in cui l'ordinario torna a pareggiare il forfettario a 84.000 € è intorno ai 105-110.000 € di ricavi, a parità di spese. Sotto quella cifra, superare la soglia di poco è quasi sempre una perdita. Sopra, la domanda diventa un'altra: non "resto forfettario?" ma "mi conviene una srl?", che è un articolo diverso e una chiacchierata seria con il commercialista.
Due casi in cui uscire conviene anche a 90.000 €
Se hai spese reali alte (uno studio, dipendenti, attrezzatura da rinnovare: oltre il 30% dei ricavi) il forfait del 22% ti sta stretto e l'ordinario può convenire prima. E se hai detrazioni personali grosse (mutuo, ristrutturazioni, figli a carico) che nel forfettario non usi, il conto va rifatto. Sono le eccezioni, non la regola.
Come vedere la soglia arrivare
Il problema non è superare 85.000 €. Il problema è scoprirlo a gennaio, dal commercialista, quando ormai è successo e non hai deciso niente. Chi ha costruito Freelancy si è trovato a settembre di un anno con 61.000 € incassati e tre preventivi aperti, e ha fatto il conto su un foglio con quattro colonne: incassato, in attesa, previsto, totale a fine anno. Da quel foglio è nato uno dei widget più usati dell'app.
Il metodo, con o senza software, è questo:
- Tieni la colonna "incassato il". Non "emessa il". Somma solo quella.
- Proietta: incassato ad oggi ÷ mesi passati × 12. A settembre con 61.000 € incassati la proiezione è 81.300 €. Vicino.
- Aggiungi le fatture in attesa che verranno pagate entro dicembre e i preventivi che pensi di chiudere. Se il totale supera 85.000 €, è il momento di decidere: accettare e uscire, oppure concordare con il cliente consegna a dicembre e pagamento a gennaio.
- Rifallo ogni mese da settembre in poi. Non serve prima.
Il calcolatore soglia forfettario fa esattamente questi quattro passaggi: inserisci incassato, mese e fatture in attesa e ti dice la proiezione, quanto puoi ancora incassare quest'anno e in che fascia sei.
Come lo facciamo in Freelancy
Nella sezione Finanza → Fiscale c'è il widget "Soglie forfettario": una barra che si aggiorna con ogni fattura segnata come incassata, con tre fasce (sotto 85.000, tra 85.000 e 100.000, oltre 100.000) e la proiezione a fine anno basata sul tuo ritmo di incasso. Se a settembre stai per sforare, lo vedi lì, in verde, giallo o rosso, senza aprire Excel.
Gli errori che vediamo più spesso
Rifiutare lavoro per non sforare, senza fare il conto
Dire di no a un cliente da 9.000 € perché "poi esco dal forfettario" può essere giusto o sbagliato: dipende da quanto sforeresti e da cosa succede l'anno dopo. Se il cliente è ricorrente e l'anno prossimo saresti comunque a 100.000 €, tenerlo e prepararti all'ordinario è meglio che rimandare il problema di dodici mesi. Se è un lavoro una tantum e l'anno prossimo torni a 70.000 €, concordare il pagamento a gennaio è la scelta ovvia.
Confondere "esci l'anno dopo" con "puoi fare quello che vuoi fino a 100.000"
Tra 85.000 e 100.000 € l'anno in corso resta forfettario, sì. Ma l'anno dopo sei in ordinario per almeno un anno, con IVA, ritenute e un commercialista diverso. Non è "gratis": è un anno intero di regime diverso.
Non contare la rivalsa e i riaddebiti
Rivalsa 4%, bollo riaddebitato, rimborsi spese in fattura: tutto ricavo. Chi guarda solo i compensi "puliti" può essere fuori di 3-4.000 € senza saperlo.
Dimenticare la seconda soglia dei redditi da dipendente
Se hai anche un lavoro dipendente (o l'hai avuto l'anno prima) e quel reddito supera i 35.000 €, non puoi stare nel forfettario a prescindere dai tuoi ricavi. È la soglia che dimentica chi fa il freelancer part-time.
Scoprirlo a gennaio
Il commercialista non sa cosa hai incassato a ottobre. Lo sai solo tu. Come dividere il lavoro tra te e lui lo abbiamo scritto in cosa deve fare il freelancer da solo.
Domande frequenti
Se supero 85.000 € un anno, posso tornare nel forfettario?
Sì. L'anno dopo sei in ordinario. Se in quell'anno resti sotto 85.000 € (e rispetti gli altri requisiti), dall'anno successivo puoi rientrare. Il ciclo minimo fuori è un anno.
Se esco per aver superato 100.000 €, devo rifare le fatture dell'anno?
No: l'IVA è dovuta dalla fattura che supera i 100.000 € in poi, non su quelle precedenti. Ma dal punto di vista delle imposte sul reddito tutto l'anno viene tassato in ordinario. È il caso peggiore, e il motivo per cui la seconda soglia va tenuta d'occhio più della prima.
Le fatture verso l'estero contano?
Sì, i compensi da clienti esteri sono ricavi come gli altri e contano per la soglia.
Posso fare due partite IVA per restare sotto?
No. Una persona ha una sola partita IVA; puoi avere più codici ATECO, ma i ricavi si sommano tutti ai fini della soglia.
Quanto costa in più il commercialista in ordinario?
Dipende dal volume di fatture, ma è comune passare da 400-800 € l'anno a 1.200-2.000 €, per via di registri IVA, liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA. Va messo nel conto quando confronti i due regimi.
Aggiornato al 5 settembre 2026. Fonti: art. 1 commi 54 e 71 L. 190/2014 (soglie 85.000 e 100.000 €); Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025: conferma soglie e aliquote IRPEF 23/33/43%); circolare INPS n. 8/2026 (aliquota Gestione Separata 26,07%). L'esempio forfettario/ordinario è una simulazione semplificata (addizionali stimate, nessuna detrazione personale): non è una consulenza fiscale. Prima di decidere, fai il conto con il tuo commercialista sui tuoi numeri.
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