
Fiscalità · Consigli
Quanto mettere da parte per le tasse ogni mese se sei forfettario (la regola del 30%, con i numeri veri)
Team Freelancy · 6 settembre 2026 · 9 min di lettura
È il 3 del mese. Ti è arrivato il bonifico del cliente più grosso, 2.400 €. Il conto dice 5.100 €. Ti sembra un buon mese, e non ti chiedi quanto mettere da parte. Poi ti ricordi che c'è anche un'altra fattura da incassare, e per un attimo pensi al monitor nuovo. Il monitor lo compri. A luglio scopri che 1.500 di quei 5.100 non erano tuoi.
Questo articolo risponde a una domanda sola: quanto devi mettere da parte, ogni volta che incassi, per non farti male alle scadenze. Non "circa il 30%": il numero tuo, in base a coefficiente, aliquota e anno di attività. E poi il metodo per farlo davvero, perché conoscere la percentuale giusta non serve a niente se il bonifico non parte.
In breve
- A regime, con coefficiente 78% e imposta al 15%, INPS e imposta pesano il 29% degli incassi. Con il 5%, il 23%.
- Il secondo anno paghi saldo del primo più acconti del secondo: le uscite salgono al 40-45% degli incassi di quell'anno.
- Regola nostra: 30% fisso, su un conto separato, il giorno dell'incasso. Chi è al primo anno mette il 35%.
- Quello che avanza a fine anno è tuo. Meglio scoprire di avere 2.000 € in più che 2.000 € in meno.
In questo articolo
Da cosa dipende la percentuale
Quello che devi mettere via è la somma di due cose: i contributi INPS e l'imposta sostitutiva. Entrambe si calcolano sul tuo reddito imponibile, cioè sugli incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Se i termini ti suonano nuovi, il quadro completo è nella guida quanto ti resta davvero in forfettario. Qui ci servono solo tre variabili:
- Coefficiente: 78% per le professioni (marketing, design, consulenza, foto), 67% per sviluppo software e produzione video.
- Aliquota dell'imposta: 5% nei primi cinque anni di una nuova attività, 15% dopo.
- Aliquota INPS: 26,07% per chi è in Gestione Separata senza altra copertura (nel 2026). Se hai una cassa professionale i numeri cambiano e questa tabella non fa per te.
Un dettaglio che rende il conto meno banale: l'imposta si calcola sull'imponibile al netto dei contributi INPS versati nell'anno. Quindi la percentuale finale non è semplicemente "78% × (26,07% + 15%)". È un po' meno.
La tabella: quanto mettere via caso per caso
Percentuale degli incassi da accantonare per coprire INPS e imposta, ad attività a regime (cioè quando saldo e acconti si compensano e paghi più o meno quello che maturi). Arrotondata al punto.
| Il tuo caso | INPS | Imposta | Totale da mettere via | Su 1.000 € incassati |
|---|---|---|---|---|
| Coefficiente 78%, imposta 15% | 20,3% | 8,7% | 29% | 290 € |
| Coefficiente 78%, imposta 5% | 20,3% | 2,9% | 23% | 230 € |
| Coefficiente 67%, imposta 15% | 17,5% | 7,4% | 25% | 250 € |
| Coefficiente 67%, imposta 5% | 17,5% | 2,5% | 20% | 200 € |
Guarda la colonna INPS: è sempre lei il grosso. Chi dice "sono al 5%, pago pochissimo" sta guardando la colonna sbagliata. Come funziona esattamente la Gestione Separata, e perché il 26,07% si applica su una base più alta di quella dell'imposta, lo trovi in INPS Gestione Separata per freelancer: come si calcola davvero.
Se il tuo coefficiente o la tua situazione sono diversi, il calcolatore netto forfettario ti dà la percentuale esatta e l'importo per ogni 1.000 € incassati.
Primo anno e secondo anno: perché la tabella non basta
La tabella sopra vale "a regime". Ma i primi due anni non sono a regime, e sono quelli in cui la gente si fa male.
Primo anno. Non paghi quasi niente: lo Stato non sa ancora quanto guadagni e non ti chiede acconti. La tentazione di mettere via il 23% "perché tanto sono al 5%" è forte. Ma quel 23% non lo pagherai quest'anno: lo pagherai l'anno prossimo, insieme agli acconti dell'anno prossimo.
Secondo anno. Paghi il saldo del primo anno più l'acconto del secondo (100% dell'imposta e 80% dell'INPS dell'anno prima, in due rate). Con incassi costanti, le uscite fiscali del secondo anno valgono circa il 40-45% degli incassi di quell'anno. Il meccanismo, con le date del 2026, è spiegato in acconti del forfettario: perché arrivano "a sorpresa".
| Anno | Cosa paghi | % degli incassi dell'anno (78%, 5%) | Quanto mettere via |
|---|---|---|---|
| Primo | Quasi niente (bolli) | ~0% | 35% (stai accumulando per l'anno dopo) |
| Secondo | Saldo anno 1 + acconti anno 2 | ~44% | 30% + quello che hai messo via l'anno prima |
| Dal terzo | Saldo + acconti (si compensano) | ~23-29% | 30% |
Ecco perché il consiglio del 35% al primo anno: non perché le tasse del primo anno siano più alte, ma perché stai riempiendo un serbatoio che l'anno dopo si svuota due volte.
Il primo anno il conto tasse non si tocca
Il primo anno il saldo del conto separato cresce e non esce niente. Sembra un risparmio. Non lo è: sono soldi già dovuti, con una data di pagamento. Il primo luglio della tua vita da forfettario vale un terzo di quello che hai incassato l'anno prima.
Il metodo: conto separato, il giorno stesso
La percentuale giusta è la parte facile. La parte difficile è farlo tutti i mesi, per anni, anche il mese in cui il monitor nuovo ti serve davvero.
Il sistema che usiamo, e che consigliamo a chiunque ci chieda, ha tre regole.
1. Un conto che non usi per altro
Un conto corrente o un conto deposito separato, senza carta collegata, meglio se in una banca diversa da quella che apri tutti i giorni. Non deve essere "il conto risparmi": è il conto delle tasse. Se ci finisce dentro anche il fondo per le vacanze, a luglio non sai più cosa è di chi.
2. Il bonifico parte quando entra l'incasso, non a fine mese
Fine mese è troppo tardi: hai già visto il saldo alto e hai già deciso, anche solo mentalmente, cosa farne. Incasso alle 10, bonifico alle 10:05. Tanti conti permettono un giroconto istantaneo: il gesto dura meno che leggere questo paragrafo.
3. Il 30% è fisso, anche se il tuo numero è il 23%
Con il 5% e coefficiente 78% il numero "esatto" è il 23%. Metti via il 30% lo stesso, per tre motivi:
- copre il secondo anno, quando paghi due volte;
- copre le fatture che incassi in ritardo: se un cliente paga a 90 giorni, la scadenza INPS non slitta con lui;
- copre gli errori. Un anno in cui hai cambiato codice ATECO, una fattura di dicembre incassata a gennaio, un acconto calcolato con il metodo storico su un anno andato meglio del previsto.
A fine anno, dopo il secondo acconto di novembre, quello che resta sul conto tasse è tuo. Nel nostro caso è diventato il modo in cui paghiamo le spese grosse di gennaio, dall'assicurazione ai rinnovi dei software, senza toccare gli incassi del mese.
Come lo facciamo in Freelancy
Nella sezione Finanza, il widget "Da accantonare" legge le fatture che hai segnato come incassate nel mese, applica il tuo coefficiente e la tua aliquota (5% o 15%, li imposti una volta in Impostazioni → Finanza) e ti dice quanto spostare sul conto tasse. Accanto vedi Lordo, Netto e Liquidità del mese: il monitor nuovo lo decidi guardando il netto, non il saldo del conto.
Gli errori che vediamo più spesso
Calcolare la percentuale sul fatturato invece che sull'incassato
Il forfettario è a cassa. Se hai fatturato 6.000 € ma ne hai incassati 3.500, metti via il 30% di 3.500. I 2.500 in attesa li accantoni quando arrivano. Accantonare sul fatturato ti fa mettere via soldi che non hai ancora, e il mese dopo li tiri fuori "perché tanto sono in anticipo": è così che il sistema si rompe.
Mettere via il 30% del netto invece che del lordo
Il 30% si applica su quello che il cliente ti bonifica, non su quello che resta dopo le spese. Sembra ovvio, ma quando il conto principale serve anche per pagare i software e il coworking, il "30% di quello che è rimasto" diventa il 18% dell'incasso senza che te ne accorga.
Usare il conto tasse come fondo emergenze
Un mese storto, un cliente che paga tardi, e il conto tasse è lì che ti guarda. Prendi 1.000 "che poi rimetto". Non li rimetti. Il fondo emergenze è un terzo conto, e si costruisce dopo aver messo via le tasse, non al posto.
Fidarsi della memoria per la rivalsa INPS
Se addebiti in fattura la rivalsa del 4%, quel 4% è reddito: ci paghi INPS e imposta sopra. Non è "un rimborso" da tenere fuori dal conto. Il 30% si applica anche a lui.
Dimenticare il commercialista
Non è una tassa, ma è un'uscita fissa tra 400 e 1.000 € l'anno che spesso arriva nello stesso periodo del saldo. Se lo paghi in un'unica soluzione a giugno, aggiungi un 1-2% al conto separato o tienilo da parte in altro modo.
Domande frequenti
Il 30% va bene anche se sono al 5%?
Sì, e nel primo anno consigliamo il 35%. Il numero esatto per il 5% con coefficiente 78% è il 23%, ma la differenza tra 23% e 30% è quello che ti salva il secondo anno. Dal terzo anno in poi, se vuoi, scendi al 25%: avrai comunque un margine.
Devo mettere da parte anche per l'IVA?
No. In forfettario non applichi l'IVA in fattura e non la versi. Se però stai per superare 85.000 €, dall'anno dopo (o subito, sopra 100.000 €) l'IVA torna, e allora sì che va accantonata a parte: è del 22% e non è tua nemmeno per un giorno.
E se ho una cassa professionale invece della Gestione Separata?
Le percentuali di questo articolo non valgono. Ogni cassa (Inarcassa, Cassa Forense, ENPAM e le altre) ha contributi soggettivi, integrativi e minimi diversi. Il metodo del conto separato però vale uguale: chiedi al tuo commercialista la percentuale e applica lo stesso automatismo.
Conviene rateizzare il saldo di luglio invece di accantonare?
Il saldo e il primo acconto si possono pagare in rate mensili fino al 16 dicembre, con un piccolo interesse. È un aiuto se sei in difficoltà, non un metodo: nel secondo semestre ti trovi a pagare le rate di luglio più il secondo acconto di novembre, e senza accantonamento dicembre diventa il mese più povero dell'anno.
Ha senso un conto deposito per il conto tasse?
Se il conto deposito è svincolabile senza penali entro luglio e novembre, sì: i soldi delle tasse restano fermi 6-12 mesi e un piccolo interesse è meglio di niente. Se lo svincolo costa o richiede preavviso lungo, no. La priorità è avere i soldi disponibili alla data, non il rendimento.
Aggiornato al 5 settembre 2026. Percentuali calcolate con aliquota INPS Gestione Separata 26,07% (circolare INPS n. 8/2026), imposta sostitutiva 5% e 15% (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014), coefficienti 78% e 67%. Le scadenze 2026 tengono conto della proroga al 20 luglio (D.L. 89/2026). Non è una consulenza fiscale: verifica il tuo caso con il commercialista, soprattutto se hai una cassa professionale o altri redditi.
Vuoi il tuo numero esatto, non il 30% generico? Usa il calcolatore netto forfettario.