
Fiscalità
INPS Gestione Separata 2026 per freelancer: come si calcola davvero (e perché il primo anno è una trappola)
Team Freelancy · 6 settembre 2026 · 9 min di lettura
Fine giugno, secondo anno di partita IVA. Chi ha costruito Freelancy apre la mail del commercialista e trova un F24 da oltre 12.000 €, tra Gestione Separata e imposta. Prima reazione: rispondere "credo ci sia un errore". Non c'era. Era il saldo INPS e imposta del primo anno più l'acconto del secondo, nello stesso modello. Il primo anno non aveva versato un euro di contributi, e aveva scambiato un rinvio per un regalo.
Questo articolo è sul calcolo dell'INPS Gestione Separata nel forfettario, il costo più grosso del regime e quello spiegato peggio: chi deve iscriversi, su cosa si calcola, quando si paga e perché il secondo anno arriva un F24 che sembra sbagliato.
In breve
- Professionista senza cassa di categoria = Gestione Separata: nel 2026 paghi il 26,07% del reddito (ricavi × coefficiente), il 24% se hai già un'altra copertura previdenziale.
- Con coefficiente 78% l'INPS ti costa circa il 20% di quello che fatturi. Su 40.000 € sono 8.134 €, contro 3.460 € di imposta.
- Non c'è un contributo minimo, ma c'è un minimale: sotto 18.808 € di reddito non maturi 12 mesi di pensione.
- Il primo anno non versi niente. Il secondo paghi il saldo del primo più l'80% di acconto: su 40.000 € sono circa 13.700 € a luglio.
In questo articolo
- Chi deve iscriversi alla Gestione Separata
- Il calcolo dell'INPS nel forfettario, su 40.000 €
- Minimale e massimale: cosa contano davvero
- La rivalsa del 4%: metterla o no
- Come e quando si paga
- La trappola del primo anno
- I contributi si deducono (per cassa)
- Gli errori che vediamo più spesso
- Domande frequenti
Chi deve iscriversi alla Gestione Separata
La Gestione Separata è la cassa INPS per chi lavora in proprio e non ha un ordine con una previdenza sua. Esiste dal 1995 (Legge 335/1995, art. 2 comma 26) e raccoglie quasi tutto il freelance digitale, dal social media manager al developer.
Se invece sei architetto, ingegnere, avvocato, medico o psicologo, hai una cassa professionale (Inarcassa, Cassa Forense e simili) con regole e aliquote sue. Questo articolo non è per te: il principio del "primo anno non paghi, il secondo paghi doppio" vale anche lì, i numeri no.
Terzo caso: artigiani e commercianti (e-commerce, produzione) stanno in un'altra gestione INPS, con un contributo minimo fisso di circa 4.500 € l'anno anche a fatturato zero. Nella Gestione Separata il minimo fisso non c'è. È l'unica cosa comoda di tutta la faccenda.
Il calcolo dell'INPS nel forfettario, su 40.000 €
Due aliquote per il 2026, dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026:
- 26,07% se la partita IVA è la tua unica copertura previdenziale. È il caso della maggior parte di chi legge.
- 24% se sei pensionato o già coperto da un'altra previdenza obbligatoria, per esempio perché hai anche un lavoro dipendente.
Su cosa si applica: sul reddito forfettario, cioè ricavi incassati × coefficiente di redditività. Non sui ricavi pieni, e nemmeno sui ricavi meno i contributi. Qui la gente sbaglia il conto: l'INPS si calcola sul 78% intero; è l'imposta, dopo, che si calcola al netto dei contributi. Il coefficiente dipende dal tuo codice ATECO, qui la guida.
Esempio con il caso più frequente: professionista, coefficiente 78%, imposta al 15%, attività a regime.
| Passaggio | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Ricavi incassati nell'anno | 40.000 € | |
| Reddito forfettario | 40.000 × 78% | 31.200 € |
| Contributi INPS | 31.200 × 26,07% | 8.134 € |
| Base imposta | 31.200 − 8.134 | 23.066 € |
| Imposta sostitutiva 15% | 23.066 × 15% | 3.460 € |
| Netto | 40.000 − 8.134 − 3.460 | 28.406 € (71%) |
L'INPS pesa 2,3 volte l'imposta. Con il 5% dei primi cinque anni l'imposta scende a 1.153 € e l'INPS resta 8.134: sette volte tanto. Regola a memoria: 0,78 × 26,07% = 20,3%. Ogni 1.000 € che incassi, 203 € sono dell'INPS. Il conto del netto a 30, 50 e 80 mila è nella guida su quanto ti resta davvero in forfettario.
Con i tuoi numeri
Il calcolatore netto forfettario fa questo conto con il tuo coefficiente, la tua aliquota INPS e l'anno di attività.
Minimale e massimale: cosa contano davvero
Il minimale 2026 è 18.808 € di reddito. Non è un contributo minimo da pagare: se dichiari meno, paghi il 26,07% di quel meno e basta. È una soglia di accredito: solo chi arriva al minimale si vede riconosciuti 12 mesi di contributi ai fini della pensione. Sotto, i mesi vengono accreditati in proporzione.
Esempio. Primo anno, fatturi 15.000 €. Reddito 15.000 × 78% = 11.700 €. Versi 11.700 × 26,07% = 3.050 €. Ma 11.700 è il 62% del minimale, quindi l'INPS ti accredita circa 7 mesi su 12. Hai lavorato un anno, ne hai versati tremila, e sulla pensione te ne mancano cinque mesi. Non è una sanzione, è il meccanismo. Per coprire l'anno intero con coefficiente 78% devi incassare circa 24.100 € (18.808 / 0,78).
Il massimale è 122.295 € di reddito: sopra non si versa più nulla. In forfettario non lo vedrai mai, perché il tetto di 85.000 € di ricavi al 78% fa 66.300 € di reddito. Per te è un numero decorativo.
La rivalsa del 4%: metterla o no
Chi è in Gestione Separata può aggiungere in fattura una riga "rivalsa INPS 4%" a carico del cliente. È facoltativa. La leggenda dice che così l'INPS la paga il cliente. Falso: la rivalsa è un ricavo come gli altri, ci paghi sopra INPS e imposta, e conta per la soglia degli 85.000 €.
Il conto su una fattura da 1.000 €: rivalsa 40 €. Di questi, il 78% diventa reddito (31,20 €), l'INPS ne prende 8,13, l'imposta al 15% altri 3,46. Ti restano 28,40 € su 40, il 71%. Su 40.000 € di fatturato la rivalsa vale 1.600 € lordi, circa 1.140 € netti. Non paga l'INPS: ne copre un settimo.
Secondo noi va messa, sempre, con i clienti azienda. Un'agenzia che riceve una fattura da 1.040 € invece di 1.000 non apre la trattativa: "rivalsa INPS" è una voce di legge, non un aumento. Alzare la tariffa del 4% dà lo stesso risultato ma si negozia. Con i privati, che guardano solo il totale, la rivalsa è un rincaro e conviene ragionare sul prezzo.
Come e quando si paga
Si paga con il modello F24, insieme all'imposta, in due date. Nel 2026:
- 20 luglio 2026: saldo dei contributi 2025 + prima rata di acconto 2026. La scadenza ordinaria era il 30 giugno, spostata al 20 luglio dal D.L. 89/2026. Dal 21 luglio al 20 agosto si paga ancora, con lo 0,80% in più.
- 30 novembre 2026: seconda rata di acconto 2026.
L'acconto è l'80% dei contributi dell'anno prima, diviso in due rate del 50%. Non guarda quanto stai incassando quest'anno: se fatturi di più, a luglio prossimo paghi anche la differenza. Saldo e prima rata si possono spezzare in rate mensili fino al 16 dicembre; la seconda rata no. Il dettaglio dei due acconti è in acconti di luglio e novembre nel forfettario.
La trappola del primo anno
Il primo anno l'INPS non sa quanto guadagni e non ti chiede acconti. Non versi nulla: il forfettario sembra costare il bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 € e il commercialista. È l'anno in cui ci si abitua a un tenore di vita sbagliato.
Il secondo anno il conto arriva tutto insieme. Stessa persona, 40.000 € incassati il primo anno, imposta al 5% perché l'attività è nuova:
| Cosa paghi nel secondo anno | 20 luglio | 30 novembre |
|---|---|---|
| Saldo INPS del primo anno (31.200 × 26,07%) | 8.134 € | — |
| Acconto INPS del secondo anno (80% di 8.134, in due rate) | 3.254 € | 3.254 € |
| Saldo imposta del primo anno (31.200 × 5%, niente contributi da dedurre) | 1.560 € | — |
| Acconto imposta del secondo anno (100% di 1.560, in due rate) | 780 € | 780 € |
| Totale | 13.728 € | 4.034 € |
Quasi 17.800 € in un anno, su 40.000 di fatturato: il 44%. E 13.700 € in un colpo solo a luglio, quattro mesi di incassi. Quello è l'F24 che sembra un errore. Nota il saldo dell'imposta: 1.560 € invece di 1.153, perché il primo anno non hai versato contributi e non hai niente da dedurre.
Il primo anno costa uguale, lo paghi dopo
Gli 8.134 € di INPS del primo anno sono dovuti dal primo incasso. Che la scadenza sia a luglio dell'anno dopo non li rende meno tuoi. Se il primo anno hai incassato 40.000 € e ne hai spesi 40.000, il secondo anno lavori quattro mesi per pagare il primo.
I contributi si deducono (per cassa)
La parte buona: i contributi INPS sono l'unica deduzione del forfettario. Si tolgono dal reddito prima di calcolare l'imposta, nell'anno in cui li versi, non in quello a cui si riferiscono. Principio di cassa. Nella pratica lo vedi al secondo anno.
Nel secondo anno dell'esempio versi 8.134 di saldo + 6.507 di acconto = 14.641 €, e li deduci tutti: base 16.559 €, imposta al 5% di 828 €. Non compensa luglio, ma il saldo dell'anno dopo sarà più leggero di quanto temi.
Cosa facciamo noi
Chi ha costruito Freelancy, dopo quell'F24, ha aperto un secondo conto che si chiama "tasse" e non tocca. Nella sezione Finanza il widget "Da accantonare" prende gli incassi del mese, applica coefficiente, aliquota INPS e imposta, e ti dice quanto spostare sul conto tasse; nella scheda Fiscale vedi INPS e imposta maturate nell'anno, con la proiezione a dicembre. Il conto lo apri tu, il numero da bonificare te lo diamo noi.
Gli errori che vediamo più spesso
Calcolare l'INPS al netto dei contributi
Succede a chi ha capito che i contributi si deducono e li toglie anche dalla base INPS. No: l'INPS si calcola sul 78% pieno, la deduzione riguarda solo l'imposta. Su 40.000 € l'errore vale circa 2.100 € che mancano nel foglio Excel e che il commercialista rimette a posto.
Spendere il primo anno come se il 20% non esistesse
È l'errore da cui nasce questo articolo. Il rimedio è meccanico: dal primo incasso, una quota fissa va su un conto che non guardi. Quanto, per il tuo caso, è in quanto mettere da parte per le tasse ogni mese.
Credere che l'acconto chiuda i conti dell'anno
L'acconto è l'80% dell'anno prima. Se il secondo anno passi da 40.000 a 55.000 € di incassi, i contributi dovuti salgono a circa 11.200 € e a luglio del terzo anno paghi la differenza (oltre 4.600 €) più il nuovo acconto. Crescere costa un secondo luglio pesante.
Domande frequenti
Quanto pago di INPS in forfettario se fatturo 30.000 €?
Con coefficiente 78%: 23.400 € di reddito × 26,07% = circa 6.100 €. Con il 67% (sviluppatori, videomaker) circa 5.240 €. In entrambi i casi un quinto del fatturato.
Sono dipendente e ho anche la partita IVA: pago il 26,07%?
Se il lavoro dipendente ti dà già una copertura previdenziale obbligatoria, l'aliquota è il 24%. Su 40.000 € la differenza vale circa 650 € l'anno. Il tuo caso (ore del contratto, limite dei 35.000 € di reddito da dipendente) verificalo con il commercialista.
Posso pagare l'INPS a rate?
Saldo e prima rata di acconto sì, in rate mensili fino al 16 dicembre con un piccolo interesse. La seconda rata di novembre no. Rateizzare aiuta la liquidità, ma intanto maturano i contributi dell'anno in corso: se rateizzi e non accantoni, a novembre paghi tre cose insieme.
Aggiornato al 5 settembre 2026. Fonti: circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (aliquote, minimale e massimale Gestione Separata 2026); Legge 335/1995, art. 2 comma 26 (istituzione della Gestione Separata); D.L. 89/2026 (proroga dei versamenti al 20 luglio). Questo articolo è un'introduzione pratica, non una consulenza fiscale: i numeri valgono per i professionisti in Gestione Separata con coefficiente 78% e vanno verificati con il tuo commercialista per il tuo caso.
Se vuoi sapere ogni mese quanto dell'incassato è già dell'INPS, è quello che fa il widget "Da accantonare" di Freelancy: provalo gratis, senza carta.