Acconti forfettario: perché a luglio e novembre arrivano "a sorpresa" (e come non farlo più)

Fiscalità

Acconti forfettario: perché a luglio e novembre arrivano "a sorpresa" (e come non farlo più)

Team Freelancy · 6 settembre 2026 · 8 min di lettura

È il 10 luglio. Il commercialista ti manda un PDF e due righe: "ti giro l'F24, scadenza 20". Apri il PDF. Saldo e acconti forfettario: 20.709 €. Rileggi. L'anno scorso hai fatturato 45.000, hai pagato lui, non hai saltato un bollo. Ventimila euro da dove escono?

Escono da un meccanismo che nessuno ti spiega quando apri la partita IVA: il saldo dell'anno prima più l'acconto dell'imposta sostitutiva (e dell'INPS) dell'anno in corso, nello stesso F24. Non è un errore. È un calendario, e te lo spieghiamo come a un amico, con i numeri e le date del 2026.

In breve

  • Ogni anno paghi due cose: il saldo di quello che devi per l'anno scorso e l'acconto di quello che dovrai per l'anno in corso, calcolato sull'anno scorso.
  • Nel 2026 le date sono 20 luglio (saldo 2025 + primo acconto) e 30 novembre (secondo acconto). Dal 21 luglio al 20 agosto paghi con lo 0,80% in più.
  • Acconto imposta: 100% dell'imposta dell'anno prima, in due rate del 50%. Acconto INPS: 80% dei contributi dell'anno prima, in due rate.
  • Con 45.000 € di fatturato al secondo anno: circa 20.700 € a luglio e 6.300 € a novembre.
  • La sorpresa sparisce se il 30% di ogni incasso va su un conto separato il giorno che entra.

Saldo e acconto, spiegati a un amico

Immagina un amico che al ristorante paga per tutti e poi ti chiede la tua parte di stasera e un anticipo per la cena del mese prossimo, "tanto spenderai uguale". Il mese dopo si fa il conto vero: se hai anticipato troppo ti restituisce la differenza, se troppo poco la aggiungi. Lo Stato fa esattamente questo:

  • Saldo: la differenza tra quello che devi davvero per l'anno scorso e gli acconti già versati. Se il primo anno non hai versato acconti, il saldo è l'intera imposta del primo anno.
  • Acconto: un anticipo sull'imposta dell'anno in corso. Lo Stato non sa quanto guadagnerai, quindi assume che guadagnerai come l'anno prima.

Vale per l'imposta sostitutiva (l'art. 1 comma 64 della L. 190/2014 la fa versare con le regole dell'IRPEF) e, con percentuali diverse, per i contributi della Gestione Separata. Tutto in un F24 che prepara il commercialista. Tu devi solo avere i soldi.

Perché paghi in anticipo su un anno che non è finito

Il metodo si chiama storico: l'acconto di quest'anno è calcolato su quello che hai pagato l'anno scorso. Per l'imposta sostitutiva è il 100% dell'imposta dell'anno prima; per l'INPS Gestione Separata è l'80% dei contributi dell'anno prima. In entrambi i casi in due rate del 50%.

Per l'imposta ci sono tre soglie:

Imposta dell'anno primaCosa succede
Sotto 51,65 €Nessun acconto
Tra 51,65 € e 257,52 €Rata unica, il 30 novembre
Sopra 257,52 €Due rate del 50%: la prima con il saldo, la seconda il 30 novembre

Se lavori davvero, sei nella terza riga.

La conseguenza del metodo storico è quella che fa male: il primo anno di partita IVA non paghi niente, il secondo paghi il primo anno più l'anticipo del secondo. Il perché lo abbiamo raccontato in quanto ti resta netto in forfettario; qui entriamo nelle date e nell'F24.

Le date del 2026

Di solito saldo e primo acconto scadono il 30 giugno. Nel 2026 il D.L. 89/2026 ha spostato tutto al 20 luglio:

  • Entro il 20 luglio 2026: saldo 2025 (imposta e INPS) + prima rata dell'acconto 2026 (imposta e INPS).
  • Dal 21 luglio al 20 agosto 2026: stessi importi con maggiorazione dello 0,80%. Su 20.000 € sono 160 €.
  • Entro il 30 novembre 2026: seconda rata dell'acconto 2026 (imposta e INPS).

Saldo e primo acconto si possono rateizzare in rate mensili, l'ultima entro il 16 dicembre. Il secondo acconto no: il 30 novembre si paga in un colpo solo.

Rateizzare sposta il problema su novembre

Se dividi i 20.700 € di luglio in sei rate, dal 20 luglio al 16 dicembre, sono circa 3.450 € al mese. Sembra gestibile. Ma a novembre la rata si somma al secondo acconto, che non è rateizzabile: nell'esempio qui sotto fanno quasi 10.000 € nello stesso mese.

L'esempio: 45.000 € al secondo anno

Consulente o social media manager, coefficiente 78%, Gestione Separata al 26,07%, imposta al 15%. Nel 2025, primo anno, ha incassato 45.000 € e non ha versato acconti. Nel 2026 incassa di nuovo 45.000 €. Numeri arrotondati.

I conti del 2025: reddito imponibile 45.000 × 78% = 35.100 €. INPS: 35.100 × 26,07% = 9.151 €. Imposta: il primo anno non ha versato contributi, quindi niente da dedurre: 35.100 × 15% = 5.265 €. Nel 2025 non ha pagato niente di tutto questo. Lo paga nel 2026, così:

VoceCome si calcola20 luglio 202630 novembre 2026
Saldo INPS 2025100% dei contributi 20259.151 €—
Acconto INPS 202680% di 9.151 €, in due rate3.660 €3.660 €
Saldo imposta 2025100% dell'imposta 20255.265 €—
Acconto imposta 2026100% di 5.265 €, in due rate2.633 €2.632 €
Totale per scadenza20.709 €6.292 €

Ventisettemila euro su 45.000 incassati. Il 60%. Non perché il forfettario costi il 60% (a regime costa circa il 29%): è che nel 2026 stai pagando due anni, e il primo per intero.

C'è una consolazione, ed è vera. Nel 2026 versa 16.471 € di INPS tra saldo e acconti, che si deducono dal reddito 2026. L'imposta 2026 vera sarà 18.629 × 15% = circa 2.794 €, non 5.265. La differenza, circa 2.470 €, torna come credito nel 2027. Dal terzo anno il sistema si riequilibra. Il secondo lo devi solo attraversare.

Fallo con i tuoi numeri

Il calcolatore netto forfettario ti dà INPS e imposta per il tuo fatturato e coefficiente. Applica le percentuali della tabella (100% e 80%, divisi in due) e hai il tuo F24 di luglio e di novembre prima del commercialista.

Il metodo previsionale: quando usarlo

L'alternativa allo storico è il previsionale: se sai che quest'anno guadagnerai meno, calcoli l'acconto sul reddito che prevedi e versi meno. È legale. Il rovescio: se a fine anno l'imposta vera risulta più alta, l'acconto era insufficiente e paghi una sanzione più gli interessi sulla differenza.

La nostra opinione è netta. Il previsionale lo useremmo solo quando il calo è certo: hai chiuso con il cliente che valeva metà del fatturato, ti fermi per maternità, chiudi la partita IVA a settembre. Oppure quando la riduzione è aritmetica, come nell'esempio sopra, dove il commercialista sa già che la deduzione INPS abbasserà l'imposta 2026. In tutti gli altri casi ("mi sa che vado un po' peggio") no: paghi lo storico e, se hai versato troppo, il credito torna l'anno dopo. Un credito che rientra costa zero. Una sanzione no.

E se salti una scadenza? Esiste il ravvedimento operoso: paghi dopo, spontaneamente, con una sanzione ridotta più gli interessi. La regola è una: prima paghi, meno costa. Le percentuali cambiano con il ritardo e le lasciamo al commercialista. Quello che non faremmo mai è far finta di niente: un F24 non pagato non sparisce, arriva un avviso con la sanzione piena. Se non ce la fai, chiama il commercialista prima del 20, non dopo.

Il calendario del freelancer, mese per mese

Questo è quello che avremmo voluto appeso sopra la scrivania il primo anno.

MeseCosa succedeCosa fai tu
Gennaio-febbraioL'anno fiscale è chiuso: conta quello che hai incassato entro il 31 dicembreMetti in fila le fatture incassate. Il conto tasse dovrebbe averne circa il 30%
Marzo-aprileIl commercialista ti chiede i dati: fatture, incassi, contributi versati, altri redditiRispondi entro una settimana: ogni giorno di ritardo tuo è un giorno in meno per prepararti alla cifra
Maggio-giugnoIl commercialista chiude la dichiarazione e ti dice saldo e accontiChiedi la cifra prima dell'F24. Decidete se rateizzare o usare il previsionale
Luglio20 luglio: saldo 2025 + primo acconto 2026 (imposta e INPS). Dal 21 luglio al 20 agosto con +0,80%Bonifico dal conto tasse. Se rateizzi, segna le rate in agenda
Agosto-ottobreRate mensili se hai rateizzatoControlla la proiezione a fine anno: sei sotto gli 85.000 €? Il 30% messo via è in linea?
Novembre30 novembre: secondo acconto (imposta e INPS), non rateizzabile. Più la rata del mese, se hai rateizzatoBonifico dal conto tasse. Il mese più pesante se hai rateizzato luglio
Dicembre16 dicembre: ultima rata, se hai rateizzato. Principio di cassa: una fattura incassata il 30 dicembre è reddito 2026, incassata il 3 gennaio è reddito 2027Se sei vicino agli 85.000 €, decidi con attenzione quando incassare. I contributi versati entro il 31 si deducono quest'anno

La riga di dicembre merita una rilettura: la data di incasso di una singola fattura decide in che anno paghi le tasse su quella cifra, e se resti nel regime. Ne parliamo in cosa succede se superi 85.000 € in forfettario.

Come smettere di farsi sorprendere

Chi ha costruito Freelancy, prima di avere un metodo, aveva un'abitudine: a novembre chiedeva anticipi ai clienti. "Ti mando ora la fattura di dicembre, me la paghi entro il 25?" Funzionava, a volte. E spostava il buco di un mese.

Il metodo che ha sostituito quell'abitudine è banale e da anni non cambia: il 30% di ogni incasso va su un conto separato il giorno stesso in cui entra. Non a fine mese. Non "quando faccio i conti". Il giorno in cui arriva l'F24 di luglio, il conto ha già i soldi, e la scadenza è un bonifico da fare, non una crisi da gestire.

Il 30% è più del 29% che costa il forfettario a regime. È voluto: copre il secondo anno, quando saldo e acconto arrivano insieme, e i mesi in cui hai fatturato ma non incassato. Quello che avanza a dicembre è tuo. I conti per aliquota e anno di attività sono in quanto mettere da parte per le tasse ogni mese; perché l'INPS pesi più dell'imposta lo spieghiamo nella guida sulla Gestione Separata per chi è in forfettario.

Come lo facciamo in Freelancy

Nella sezione Finanza, la scheda Fiscale tiene coefficiente, aliquota (5% o 15%) e INPS, e calcola l'accantonamento sugli incassi veri, non sulle fatture emesse. Il widget "Da accantonare" in Dashboard ti dice ogni mese quanto spostare sul conto tasse, aggiornato all'ultima fattura incassata. A luglio non c'è niente da scoprire: c'è solo il bonifico.

Gli errori che vediamo più spesso

Usare il previsionale a occhio

"Quest'anno mi sa che fatturo meno, riduciamo." Poi arriva un cliente nuovo a settembre, chiudi l'anno uguale all'altro, e la riduzione diventa una sanzione. Previsionale solo con un calo certo e con il commercialista.

Spendere il primo anno come se fosse tutto tuo

Il primo anno non arriva nessun F24 e sembra che il forfettario sia davvero "il 15% e basta". INPS e imposta del primo anno esistono già: arrivano il 20 luglio dell'anno dopo, tutte insieme, con l'acconto in più.

Dimenticare che l'INPS ha i suoi acconti

Ci si prepara all'acconto dell'imposta e nell'F24 si scopre anche quello INPS, che pesa più del doppio: dei 20.709 € di luglio, 12.811 € sono contributi.

Domande frequenti

Il primo anno di partita IVA devo pagare gli acconti?

No: l'acconto si calcola sull'imposta dell'anno prima, che non c'era. Paghi solo i bolli. Tutto il resto arriva a luglio del secondo anno, insieme al primo acconto.

Se sono al 5% gli acconti cambiano?

Il meccanismo è identico, cambia solo la cifra: l'imposta è un terzo. Gli acconti INPS invece restano uguali, perché l'80% dei contributi non dipende dall'aliquota dell'imposta.

Posso pagare il secondo acconto a rate?

No. Si rateizzano solo saldo e primo acconto, in rate mensili fino al 16 dicembre. Il secondo acconto del 30 novembre si versa in un'unica soluzione.

Il 20 luglio vale anche per l'INPS?

Sì. Saldo e acconti della Gestione Separata seguono le stesse scadenze dell'imposta, proroga del D.L. 89/2026 compresa.


Aggiornato al 12 ottobre 2026. Fonti: D.L. 89/2026 (proroga dei versamenti al 20 luglio 2026, maggiorazione dello 0,80% fino al 20 agosto); D.Lgs. 1/2024 e circolare AdE 9/E/2024 (rate mensili fino al 16 dicembre); Agenzia delle Entrate, acconti dell'imposta sostitutiva per il regime forfettario (art. 1 comma 64 L. 190/2014); circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (aliquote e acconti Gestione Separata). Questo articolo è una guida pratica, non una consulenza fiscale: l'esempio vale per un professionista in Gestione Separata e va verificato con il tuo commercialista per il tuo caso.

Se vuoi sapere ogni mese quanto spostare sul conto tasse, senza rifare questi conti a mano, è quello che fa Freelancy nella sezione Finanza: provalo gratis.

Continua a leggere

Tutti gli articoli del blog · Strumenti gratuiti per freelancer