
Fiscalità
Fattura forfettario a un cliente estero: azienda UE, extra UE o privato (diciture, codici e VIES)
Team Freelancy · 12 ottobre 2026 · 8 min di lettura
La fattura da forfettario a un cliente estero arriva quasi sempre dopo una mail così. Un'agenzia di Berlino ti ha chiesto un restyling, il lavoro è piaciuto e scrive: "Can you send us the invoice? Please include your VAT number". Apri il software e ti fermi. Non è la fattura che mandi al cliente di Bologna: cambiano la frase sull'IVA, la natura, il destinatario. E a volte serve un'iscrizione che non hai mai fatto.
Tutto dipende da chi è il cliente: azienda UE, azienda extra UE o privato. Ecco i tre casi, con una tabella da tenere aperta quando emetti.
In breve
- Azienda UE: niente IVA, dicitura "inversione contabile" (art. 7-ter DPR 633/1972), natura N2.1, iscrizione al VIES ed elenco Intrastat dei servizi resi.
- Azienda extra UE: niente IVA, dicitura "operazione non soggetta" (art. 7-ter), natura N2.1, niente VIES né Intrastat.
- Privato: di norma la fattura è come quella italiana del forfettario, natura N2.2. Fanno eccezione alcuni servizi a privati extra UE, come pubblicità e consulenza.
- In tutti i casi: codice destinatario XXXXXXX, bollo da 2 € sopra 77,47 €, e l'incasso conta per la soglia degli 85.000 €.
In questo articolo
- Prima di tutto: chi è il cliente
- Caso 1: azienda dell'Unione europea
- Caso 2: azienda fuori dall'Unione europea
- Caso 3: cliente privato, UE o extra UE
- I tre casi in una tabella
- Codice XXXXXXX, esterometro e bollo
- Gli incassi dall'estero e la soglia degli 85.000 €
- Gli errori che vediamo più spesso
- Domande frequenti
Prima di tutto: chi è il cliente
Con l'estero la legge del forfettario rimanda alle regole IVA normali: per i servizi a clienti non residenti valgono gli articoli 7-ter e seguenti del DPR 633/1972 (art. 1, comma 58, lettera d, L. 190/2014). La domanda giusta è: dove si considera fatto il servizio? La regola base dell'art. 7-ter:
- se il cliente è un soggetto passivo (un'azienda, un professionista con partita IVA), il servizio si considera fatto nel suo Paese. In Italia è fuori campo IVA;
- se il cliente è un privato, il servizio si considera fatto dove sei stabilito tu, cioè in Italia. E in Italia, da forfettario, l'IVA non la applichi.
Prima di emettere, quindi, chiedi sempre al cliente se compra come azienda e il suo numero di partita IVA.
Caso 1: azienda dell'Unione europea
Cosa scrivere
- Dicitura: "Inversione contabile – operazione non soggetta a IVA ai sensi dell'art. 7-ter del DPR 633/1972". L'annotazione "inversione contabile" è quella richiesta dall'art. 21, comma 6-bis, lettera a: l'IVA la versa il cliente nel suo Paese.
- Natura IVA: N2.1, "non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies". La guida dell'Agenzia chiede anche il valore "INVCONT" negli Altri dati gestionali: molti software lo aggiungono da soli.
- Cliente: codice Paese (DE, FR, ES…) e partita IVA. Il regime fiscale resta RF19.
VIES e Intrastat
Per fatturare a un'azienda UE senza IVA devi essere iscritto al VIES, l'archivio delle partite IVA abilitate alle operazioni intracomunitarie. Se non l'hai chiesto quando hai aperto la partita IVA, lo fai online dai servizi dell'Agenzia delle Entrate, da solo o con il commercialista: l'inclusione è immediata. Controlla sul VIES anche la partita IVA del cliente.
Poi c'è l'elenco Intrastat dei servizi resi. La circolare 10/E del 2016 è chiara: anche il forfettario che rende un servizio a un'azienda di un altro Paese UE emette la fattura senza IVA e compila l'elenco. Sotto i 50.000 € a trimestre la periodicità è trimestrale: per quasi tutti i freelance è un adempimento ogni tre mesi, nei trimestri con clienti UE. Di solito lo prepara il commercialista: avvisalo subito.
Quando si fattura all'azienda estera
Con i clienti italiani il professionista fattura all'incasso. Con le aziende estere no: il servizio si considera fatto quando è ultimato (o alla maturazione del corrispettivo, se è un servizio periodico come un canone mensile), oppure prima, se il cliente paga prima (art. 6, comma 6, DPR 633/1972). Verso un'azienda UE la fattura va emessa entro il 15 del mese successivo. Lavoro consegnato a settembre, fattura entro il 15 ottobre, anche se il bonifico non è arrivato.
Caso 2: azienda fuori dall'Unione europea
Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti: stessa logica del caso UE, meno adempimenti.
- Dicitura: "Operazione non soggetta ai sensi dell'art. 7-ter del DPR 633/1972". È l'annotazione prevista dall'art. 21, comma 6-bis, lettera b, per le operazioni fuori dall'Unione.
- Natura IVA: N2.1, come per l'UE, ma senza "INVCONT".
- VIES e Intrastat: non servono. Riguardano solo gli scambi dentro l'Unione.
Caso 3: cliente privato, UE o extra UE
Privato UE
Un servizio generico a un privato si considera fatto in Italia (art. 7-ter, comma 1, lettera b). Quindi la fattura è quella che faresti a un privato italiano: dicitura del regime forfettario ("Operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 1 c. 54-89 L. 190/2014"), natura N2.2, niente VIES, niente Intrastat. Cambia solo il destinatario: Paese del cliente e codice XXXXXXX.
Privato extra UE
Qui c'è un'eccezione. L'art. 7-septies elenca alcuni servizi che, resi a privati residenti fuori dall'Unione, non si considerano fatti in Italia. Tra questi:
- i servizi pubblicitari;
- la consulenza e l'assistenza tecnica, l'elaborazione e la fornitura di dati;
- la cessione o la licenza di diritti d'autore, marchi, disegni e simili.
Per questi servizi la fattura riporta "Operazione non soggetta ai sensi dell'art. 7-septies del DPR 633/1972" e natura N2.1. Per tutti gli altri servizi a un privato extra UE vale la regola del privato UE: dicitura del forfettario e N2.2.
Se vendi in automatico online
Corsi registrati, template e preset venduti con download automatico sono "servizi elettronici" e seguono regole diverse con i privati di altri Paesi. Se è il tuo caso, senti il commercialista prima di aprire il negozio online.
I tre casi in una tabella
| Cliente | Dicitura in fattura | Natura | VIES | Intrastat |
|---|---|---|---|---|
| Azienda UE | Inversione contabile, art. 7-ter DPR 633/1972 | N2.1 | Sì | Sì, servizi resi |
| Azienda extra UE | Operazione non soggetta, art. 7-ter DPR 633/1972 | N2.1 | No | No |
| Privato UE | Regime forfettario, art. 1 c. 54-89 L. 190/2014 | N2.2 | No | No |
| Privato extra UE, servizi dell'art. 7-septies | Operazione non soggetta, art. 7-septies DPR 633/1972 | N2.1 | No | No |
| Privato extra UE, altri servizi | Regime forfettario, art. 1 c. 54-89 L. 190/2014 | N2.2 | No | No |
In tutte le righe: codice XXXXXXX, bollo sopra 77,47 €, regime RF19.
Codice XXXXXXX, esterometro e bollo
Il codice destinatario
Nel campo codice destinatario metti XXXXXXX, sette X. Nel campo del Paese il codice del suo Stato (mai IT, altrimenti lo SDI scarta la fattura) e nel campo CAP il valore generico 00000, con il CAP vero nell'indirizzo. Per un privato estero compili solo l'identificativo, senza codice fiscale.
L'esterometro è già lì dentro
Dal 2022 le operazioni con l'estero si comunicano in XML via SDI, e la circolare 26/E del 2022 conferma che l'obbligo riguarda anche i forfettari (per tutti dal 2024). La strada più semplice è la fattura elettronica con XXXXXXX: secondo le FAQ dell'Agenzia, chi la emette non deve mandare altro. Il resto della fattura è come nella guida alla fattura elettronica del forfettario.
Lo SDI però non recapita niente all'estero: il PDF al cliente lo mandi tu, per email.
Il bollo vale anche qui
Le fatture con natura N2.1 e N2.2 sopra 77,47 € pagano il bollo da 2 €. Un dettaglio che in pochi conoscono: ogni trimestre l'Agenzia ti segnala le fatture con bollo dovuto ma non indicato, ma esclude da questo controllo quelle con XXXXXXX. Se non spunti "bollo virtuale" sulla fattura estera, nessuno te lo ricorda.
Come lo facciamo in Freelancy
Freelancy non emette le fatture: quelle restano nel tuo software di fatturazione. In Finanza → Fatture tieni insieme emesse, da incassare e incassate, anche dei clienti esteri, con i giorni di ritardo. In Finanza → Fiscale ogni incasso registrato entra nel conto della soglia degli 85.000 €, con la proiezione a fine anno.
Gli incassi dall'estero e la soglia degli 85.000 €
Fuori campo IVA non vuol dire fuori dal forfettario. La soglia degli 85.000 € riguarda tutti i compensi incassati nell'anno, da qualunque cliente. Il bonifico di Berlino conta come quello di Bologna, e paga imposta sostitutiva e contributi allo stesso modo.
| Incassi 2026 (esempio) | Importo |
|---|---|
| Clienti italiani | 52.000 € |
| Azienda UE | 18.000 € |
| Azienda extra UE | 9.000 € |
| Totale che conta per la soglia | 79.000 € |
Mancano 6.000 € agli 85.000 €. Chi guardasse solo i 52.000 € italiani si sentirebbe tranquillo, e sbaglierebbe. Cosa succede se superi la soglia lo spieghiamo in soglia del forfettario: cosa succede se superi gli 85.000 €, e il calcolatore della soglia fa la proiezione sui tuoi numeri.
Gli errori che vediamo più spesso
Usare la dicitura del forfettario con l'azienda UE
È la fattura copiata da quelle italiane: frase sulla L. 190/2014 e N2.2. Con un'azienda UE servono "inversione contabile", art. 7-ter e N2.1.
Dimenticare VIES e Intrastat
Lavori con un cliente UE da mesi e non sei nel VIES, o nessuno ha presentato l'elenco dei servizi resi. Si sistema, ma prima è meglio. E occhio: l'Agenzia esclude dal VIES chi non presenta elenchi per quattro trimestri di fila. Se torni ad avere un cliente UE, controlla di esserci ancora.
Aspettare il bonifico per fatturare
Con le aziende estere la fattura segue la fine del lavoro, non l'incasso. Per la soglia e per le tasse, però, conta sempre il giorno in cui incassi.
Comprare servizi UE con la partita IVA e non fare niente
Il rovescio della medaglia: se compri da un fornitore UE un software o della pubblicità dando la tua partita IVA, la fattura arriva senza IVA. Da forfettario devi integrarla e versare l'IVA italiana entro il 16 del mese successivo, senza detrarla (circolare 10/E del 2016). Meglio sentire il commercialista prima del primo acquisto: vedi cosa fare da soli e cosa lasciare al commercialista.
Domande frequenti
Devo iscrivermi al VIES per un cliente americano o svizzero?
No. VIES ed elenchi Intrastat riguardano le operazioni con soggetti dell'Unione europea. Per le aziende extra UE basta la fattura con "operazione non soggetta" e natura N2.1.
Il bollo da 2 € va anche sulle fatture estere?
Sì, se il totale supera 77,47 €. Vale per le nature N2.1 e N2.2. Spunta "bollo virtuale": sulle fatture con XXXXXXX l'Agenzia non te lo segnala da sola.
Le fatture estere contano per gli 85.000 €?
Sì. La soglia riguarda tutti gli incassi dell'anno, italiani ed esteri, con il principio di cassa. Anche la tassazione è la stessa: coefficiente di redditività, imposta sostitutiva e contributi.
Aggiornato al 12 ottobre 2026. Fonti: DPR 633/1972, artt. 6, 7-ter, 7-septies e 21; L. 190/2014, art. 1, commi 54-89; Agenzia delle Entrate, circolare n. 10/E del 4 aprile 2016 (operazioni con l'estero dei forfettari) e circolare n. 26/E del 13 luglio 2022 (esterometro); Agenzia delle Entrate, Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell'esterometro; FAQ "Fatture verso e da soggetti stranieri"; scheda "Periodicità degli elenchi Intrastat"; Guida all'imposta di bollo sulle fatture elettroniche (gennaio 2024). Non è una consulenza fiscale: per la tua situazione senti il tuo commercialista.
Hai clienti esteri e vuoi sapere quanto sei vicino agli 85.000 €? Fai la proiezione con il calcolatore della soglia.