Coefficiente di redditività: cosa significa per il tuo codice ATECO (tabella per le professioni digitali)

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Coefficiente di redditività: cosa significa per il tuo codice ATECO (tabella per le professioni digitali)

Team Freelancy · 6 settembre 2026 · 9 min di lettura

Il giorno che apri la partita IVA il commercialista ti fa una domanda sola: "Cosa fai, di preciso?". Tu rispondi "un po' di tutto". Lui sceglie un codice ATECO in trenta secondi, tu firmi, e quel numero decide per anni quanta parte di quello che fatturi il fisco considera guadagno.

Quel numero è il coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Qui trovi cos'è, quale ti tocca se fai un lavoro digitale, e quanto vale la differenza tra il 78% e il 67% con i conti fatti.

In breve

  • Il coefficiente è la percentuale del fatturato che lo Stato considera reddito. Il resto sono spese presunte: non deduci i costi veri, deduci quelli decisi per legge.
  • Marketing, design, fotografia, consulenza, formazione: 78%. Sviluppo software e produzione video: 67%.
  • A 50.000 € di fatturato, il 67% invece del 78% vale circa 2.000 € l'anno tra INPS e imposta.
  • I codici ATECO sono cambiati nel 2025, i coefficienti no: restano agganciati ai gruppi del 2007.
  • Il codice va scelto per quello che fai davvero, non per il coefficiente. E cambiarlo non è retroattivo.

Cosa significa "coefficiente di redditività"

In un regime fiscale normale, dichiari i ricavi, togli le spese documentate e paghi le tasse sulla differenza. Nel forfettario no. Lo Stato non vuole vedere le tue ricevute: applica al fatturato incassato una percentuale fissa, il coefficiente, e quello che esce è il tuo reddito. Punto.

Con coefficiente 78%, di 50.000 € incassati il fisco ne considera 39.000 € di reddito. Gli altri 11.000 € sono le "spese presunte": lo Stato dà per scontato che le abbia sostenute, e non gli interessa se hai speso 2.000 € o 15.000 €. Su quei 39.000 € si calcolano prima i contributi INPS, poi (tolti i contributi versati) l'imposta sostitutiva. Il percorso completo dal fatturato al netto è in quanto ti resta davvero in forfettario.

Conseguenza: più basso è il coefficiente, meno paghi, a parità di fatturato. E le tue spese vere sono irrilevanti per il fisco, ma non per te: le paghi con il netto.

La tabella ufficiale dei gruppi ATECO

I coefficienti sono fissati dalla Legge 190/2014 (allegato 4) e dipendono dal gruppo in cui cade il tuo codice ATECO, non dal singolo codice. I gruppi che contano per chi legge questo blog sono i primi due.

Gruppo di attivitàCodici ATECO (gruppi 2007)Coefficiente
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari64-66, 69-75, 85, 86-8878%
Altre attività economiche (include software, produzione video, attività artistiche)62.x, 59.11, 90.x e altri67%
Costruzioni e attività immobiliari41-43, 6886%
Intermediari del commercio46.162%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio, ristorazione, industrie alimentari45, 46.2-46.9, 47, 55-56, 10-1140%
Commercio ambulante non alimentare47.82, 47.8954%

ATECO 2025: i codici sono cambiati, i coefficienti no

Dal 2025 l'ISTAT ha riclassificato i codici ATECO: molti hanno cambiato numero o descrizione. I coefficienti però non sono stati riscritti e restano legati ai gruppi della classificazione 2007. Se il tuo codice "adesso si chiama diversamente", chiedi al commercialista in quale gruppo del 2007 ricade e quale coefficiente sta applicando. Domanda da due minuti, da fare una volta.

Il coefficiente per le professioni digitali

Ecco i codici che vediamo più spesso tra chi usa Freelancy. Sono indicativi: la scelta del codice va confermata con il commercialista, perché lo stesso lavoro può stare in due caselle diverse.

Cosa faiCodice ATECO indicativoCoefficiente
Social media manager, advertiser73.1178%
Consulente marketing e strategia70.22 o 73.1178%
Graphic designer74.1078%
Fotografo74.2078%
Copywriter73.11 o 74.9078%
Copywriter con attività artistica (creazioni letterarie)90.0367%
Formatore85.5978%
Web developer, programmatore62.01 o 62.1067%
Videomaker, produzione video59.1167%

La linea di confine passa in mezzo al lavoro digitale. Marketing, design, foto e consulenza stanno nel gruppo "professionale" al 78%. Codice e video nelle "altre attività" al 67%. Non c'è una logica evidente: un videomaker ha attrezzatura costosa, un developer no, e hanno lo stesso coefficiente. È la legge, non un giudizio sul tuo lavoro.

Il copywriter merita una riga in più: testi pubblicitari e contenuti per aziende, 78%; scrittura creativa in senso proprio (creazioni letterarie, 90.03), 67%. Non è una scelta, dipende da cosa fai davvero.

Quanto vale la differenza tra 78% e 67%

Facciamo i conti con gli stessi numeri del pilastro: 50.000 € incassati, Gestione Separata al 26,07%, imposta sostitutiva al 15%, attività a regime. Cambiamo solo il coefficiente.

VoceCoefficiente 78%Coefficiente 67%
Fatturato incassato50.000 €50.000 €
Reddito imponibile39.000 €33.500 €
Spese presunte11.000 €16.500 €
Contributi INPS (26,07%)10.167 €8.733 €
Imponibile imposta (reddito − INPS)28.833 €24.767 €
Imposta sostitutiva 15%4.325 €3.715 €
Totale INPS + imposta14.492 €12.448 €
Netto35.508 €37.552 €

Circa 2.000 € l'anno di differenza, arrotondando. Con l'imposta al 5% dei primi cinque anni la forbice si stringe (circa 1.600 €), perché il pezzo grosso è l'INPS. Su dieci anni sono 16.000-20.000 €, decisi in trenta secondi davanti al commercialista.

Se vuoi vedere il tuo caso, il calcolatore netto forfettario ti fa cambiare coefficiente e ti mostra subito INPS, imposta e netto affiancati.

Il designer che faceva siti

Un amico di chi ha costruito Freelancy, designer, ha aperto la partita IVA con un codice da "grafico pubblicitario". Sensato: aveva studiato grafica, il portfolio era pieno di loghi. Nei tre anni successivi i loghi sono diventati sempre meno e i siti sempre di più. Front-end, WordPress, qualche e-commerce. Lavoro da 62.01, coefficiente 67%.

Se n'è accorto al terzo anno, parlando con un developer che pagava meno di lui a parità di fatturato. Ha cambiato codice, ma il cambio vale da quel momento in poi: non è retroattivo. Con i numeri della tabella qui sopra, circa 2.000 € l'anno per tre anni, lasciati al fisco per una casella compilata di fretta.

La lezione non è "scegli il 67%". È: il codice deve descrivere quello che fai oggi, e quando il lavoro cambia va aggiornato.

Non scegliere il codice per il coefficiente

Se fai social media management e apri con un codice da sviluppatore per prendere il 67%, hai un codice che non descrive la tua attività. Non è furbo, è un problema: in caso di controllo il fisco guarda cosa fai davvero, non cosa hai scritto. Il codice giusto racconta il tuo lavoro. Il coefficiente viene di conseguenza, non prima.

Se hai più codici ATECO

Molti freelancer del digitale fanno davvero due lavori: consulenza marketing e sviluppo siti, foto e video, grafica e formazione. In forfettario puoi avere più codici ATECO, e la regola è semplice: a ogni entrata si applica il coefficiente del codice a cui appartiene.

Esempio: 30.000 € di consulenza marketing (78%) e 20.000 € di sviluppo siti (67%). Il reddito imponibile è 30.000 × 78% + 20.000 × 67% = 23.400 + 13.400 = 36.800 €. Non 39.000 € (tutto al 78%), non 33.500 € (tutto al 67%).

Funziona solo se tieni separate le due attività, in fattura o almeno nella tua contabilità. Se metti tutto sotto "consulenza" per comodità, il coefficiente più alto si applica a tutto e paghi di più senza saperlo.

Come lo facciamo in Freelancy

Nella sezione Finanza, la scheda Fiscale ha il tuo coefficiente impostato una volta sola: ogni fattura incassata diventa reddito imponibile, INPS e imposta in automatico, e il widget "Da accantonare" ti dice quanto spostare sul conto tasse. Se cambi codice, cambi il coefficiente lì e i conti si aggiornano da quel mese in poi.

Quando il forfettario ti sta stretto

Il coefficiente serve anche a capire se il forfettario ti conviene ancora. Con il 78% lo Stato ti riconosce il 22% del fatturato come spese, senza chiederti niente. Se le tue spese reali sono sotto il 22%, deduci più di quanto hai speso: il forfettario ti fa un regalo. Se sono sopra il 22%, paghi tasse su soldi che hai davvero speso. Con il 67% la soglia sale al 33%: quasi impossibile per un developer che lavora da casa, raggiungibile per un videomaker con attrezzatura, noleggi e collaboratori a giornata.

Conto pratico: spese dell'anno scorso (software, commercialista, attrezzatura, coworking, collaboratori) diviso fatturato. Se sei sopra la soglia non devi uscire dal forfettario domani, perché l'ordinario ha altri costi (IVA, contabilità più pesante, IRPEF a scaglioni). Ma è il momento di fare i conti seri con il commercialista.

E ricorda che l'INPS gira sullo stesso reddito: con coefficiente alto e spese reali alte paghi contributi su soldi che non hai mai visto. Perché la Gestione Separata pesa più dell'imposta lo spieghiamo in INPS Gestione Separata in forfettario.

Gli errori che vediamo più spesso

Scegliere il codice a caso il primo giorno

"Un po' di tutto" non è un codice ATECO. Prima di andare dal commercialista, scrivi in una riga cosa ti pagano per fare i tuoi tre clienti principali. Quella riga è il tuo codice.

Non aggiornare il codice quando cambia il lavoro

Il designer diventa developer, il fotografo videomaker, il social media manager consulente. Succede a quasi tutti in tre-cinque anni. Il codice però resta quello del primo giorno finché non lo cambi tu, e il cambio vale solo in avanti.

Mettere tutto sotto un codice quando ne hai due

Consulenza al 78% e sviluppo al 67%, fatturati tutti come "consulenza": regali al fisco l'11% sulla parte sviluppo. A 20.000 € di sviluppo sono 2.200 € di reddito imponibile in più ogni anno.

Pensare solo all'imposta

Quando si parla di coefficiente si pensa al 15%. Ma i contributi INPS, che costano quasi il doppio, si calcolano sullo stesso reddito imponibile. Ogni punto di coefficiente in meno abbassa entrambi.

Domande frequenti

Posso cambiare codice ATECO se ho sbagliato?

Sì, con una variazione dati all'Agenzia delle Entrate, di solito tramite il commercialista. Il nuovo coefficiente vale per le entrate da quel momento in poi. Gli anni già dichiarati con il vecchio codice restano come sono.

Il coefficiente cambia con ATECO 2025?

No. L'ISTAT ha riclassificato i codici nel 2025, ma la tabella dei coefficienti della Legge 190/2014 non è stata riscritta e resta agganciata ai gruppi ATECO 2007. Il tuo codice può aver cambiato numero; il coefficiente segue il gruppo di origine.

Con due codici ATECO pago due volte l'INPS?

No. Le entrate dei due codici si sommano, ciascuna con il proprio coefficiente, e l'INPS si calcola una volta sola sul reddito totale.

Social media manager: 73.11 o 70.22?

Entrambi al 78%, quindi per il coefficiente non cambia niente. 73.11 è pubblicità e gestione campagne, 70.22 è consulenza gestionale e strategica. Scegli quello che descrive meglio cosa ti pagano per fare, e fallo confermare al commercialista.


Aggiornato al 5 settembre 2026. Fonti: Legge 190/2014, allegato 4 (coefficienti di redditività); ISTAT, classificazione ATECO 2025; Agenzia delle Entrate. I codici ATECO indicati sono orientativi e vanno confermati con il commercialista in base all'attività effettiva. Questo articolo non è una consulenza fiscale.

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