Il primo anno di partita IVA: la checklist mese per mese (e le scadenze che nessuno ti dice)

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Il primo anno di partita IVA: la checklist mese per mese (e le scadenze che nessuno ti dice)

Team Freelancy · 6 settembre 2026 · 8 min di lettura

Hai aperto la partita IVA a febbraio. A dicembre hai incassato 32.000 €, pagato il commercialista e qualche bollo da 2 €. Fine. Il primo anno di partita IVA sembra quasi gratis, e il forfettario sembra il regime in cui le tasse sono un dettaglio. Poi arriva luglio dell'anno dopo: un F24 che vale un terzo di quello che hai incassato, tutto in una volta.

Questa è la checklist che avremmo voluto avere il primo anno: i primi 30 giorni, la prima fattura, la routine mensile, il calendario di due anni e i cinque numeri da sapere a memoria. È lo stesso contenuto del Kit primo anno in PDF, con i ragionamenti dietro le spunte.

In breve

  • Il primo anno non versi né saldo né acconti. Paghi tutto a luglio del secondo anno, insieme agli acconti del secondo.
  • Nei primi 30 giorni: AA9/12, Gestione Separata, software di fattura elettronica, PEC, conto tasse, preventivo standard, commercialista.
  • Conto tasse al 35% di ogni incasso, dal primo bonifico. Il 30% è per chi è a regime.
  • Con 45.000 € incassati il primo anno, il secondo luglio costa circa 20.700 € e il 30 novembre altri 6.300 €.

Perché il primo anno di partita IVA inganna

In forfettario paghi due cose: i contributi INPS della Gestione Separata e l'imposta sostitutiva. Tutte e due si calcolano sul reddito dell'anno e si versano l'anno dopo. Il primo anno non esiste un "anno prima" su cui calcolare gli acconti, quindi non ti viene chiesto niente. Zero F24, a parte i bolli.

È qui che nasce l'equivoco. Vedi il conto crescere per dodici mesi e concludi che il forfettario costi il commercialista e 2 € a fattura. Il secondo anno paghi il saldo del primo per intero, più gli acconti del secondo: il 100% dell'imposta e l'80% dell'INPS dell'anno prima. Due anni di tasse in dodici mesi, e il primo tutto a luglio.

C'è anche una trappola più piccola, che nessuno dice a chi apre in autunno: il limite di 85.000 € è proporzionato ai giorni di attività. Se apri il 1° settembre, il tuo tetto per quell'anno è circa 28.400 €. Chi fattura 30.000 € in quattro mesi è già fuori dal regime dall'anno dopo.

La checklist dei primi 30 giorni

Trenta giorni è il termine per presentare il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Il resto della lista non ha una scadenza di legge, ma se lo fai nello stesso mese non ci pensi più. Codice ATECO, requisiti e costi sono nella guida su come aprire la partita IVA da freelance; qui c'è solo la sequenza.

FattoCosaCome e quanto costaDa sapere
☐Modello AA9/12Online sul portale dell'Agenzia delle Entrate, gratis. Dal commercialista, 100-300 €Entro 30 giorni dall'inizio attività. Nel quadro B scegli il forfettario. Serve il codice ATECO
☐Gestione Separata INPSOnline sul sito INPS, gratisLo stesso giorno dell'apertura. È la tua cassa: 26,07% nel 2026, nessun minimo fisso
☐Software di fattura elettronicaAruba 29,90 €/anno, Fatture in Cloud, o quello del commercialistaObbligatoria per i forfettari dal 1° gennaio 2024, via SDI
☐PEC5-10 €/annoNon obbligatoria senza albo, ma ci ricevi fatture e comunicazioni ufficiali, e ci mandi le diffide
☐Conto tasse separatoUn secondo conto, senza cartaCi va il 35% di ogni incasso, dal primo bonifico
☐Preventivo standardUn modello che riusi: prezzo, cosa include, validità, acconto, tempi di pagamentoPrima del primo lavoro, non dopo
☐Commercialista400-1.000 €/annoChiedigli subito: coefficiente, 5% o 15%, come vuole le fatture

Su una cosa siamo netti: il conto tasse si apre la stessa settimana della partita IVA, non "quando inizio a incassare". Il primo bonifico arriva prima di quanto pensi.

La prima fattura: cosa scrivere e cosa non c'è

La fattura di un forfettario è più corta di quella di chiunque altro. Niente IVA, niente ritenuta d'acconto. In compenso ha due righe che non puoi dimenticare.

  • La dicitura: "Operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014". La inserisce il software, ma controlla che ci sia.
  • Il bollo: 2 € su ogni fattura sopra 77,47 €. Lo addebiti al cliente o lo paghi tu, ma va versato sempre.
  • Nessuna IVA: il totale è il tuo compenso, punto.
  • Nessuna ritenuta d'acconto: se il cliente chiede "quanto ti trattengo?", la risposta è zero. Alcune aziende la applicano per abitudine: controlla il bonifico.

E poi il momento. La fattura si emette all'incasso, non alla consegna. Prima mandi una pro forma con gli stessi importi; quando arriva il bonifico, la trasformi in fattura elettronica e la invii allo SDI. Così non anticipi bollo e tasse su soldi che non hai visto, e se il cliente sparisce non hai una fattura da stornare.

La rivalsa del 4%

In fattura puoi addebitare al cliente il 4% di rivalsa INPS. È facoltativa e secondo noi va messa: su 1.000 € sono 40 € che aiutano a coprire i contributi. Ricorda solo che quel 4% è reddito, e ci paghi INPS e imposta sopra.

La routine mensile da 10 minuti

Il primo anno non ha scadenze fiscali, e per questo è l'anno giusto per costruire un'abitudine. Dieci minuti, sempre lo stesso giorno. Noi usiamo il primo venerdì del mese.

  1. Segna gli incassi del mese. Non le fatture emesse: i bonifici arrivati. In forfettario conta la cassa.
  2. Sposta il 35% sul conto tasse, se non l'hai già fatto incasso per incasso.
  3. Controlla chi non ha pagato e da quanti giorni. A 30 giorni dalla pro forma parte il sollecito.
  4. Aggiorna il totale dell'anno e confrontalo con 85.000 € (o con il tuo limite proporzionato). Proiezione: incassato finora ÷ mesi passati × 12.
  5. Salva le fatture del mese nella cartella del commercialista.

Come lo facciamo in Freelancy

Nell'onboarding imposti data di apertura, codice ATECO e aliquota (5% o 15%). Da lì Finanza → Fiscale applica il tuo coefficiente, calcola INPS e imposta maturati e mostra la soglia degli 85.000 € con la proiezione a fine anno. Il widget "Da accantonare" ti dice ogni mese quanto spostare sul conto tasse, e "Fatture da emettere" in Dashboard segna i giorni di ritardo di chi non ha ancora pagato. La routine qui sopra diventa un'occhiata.

Il calendario del primo anno (e del secondo)

Supponiamo che tu apra a gennaio. Se apri più tardi, il primo anno si accorcia, ma il secondo resta identico.

PeriodoCosa succedeCosa fai
Primi 30 giorniScade il termine per l'AA9/12La checklist qui sopra, tutta
Gennaio-marzoPrime pro forma, prime fatture, primo bolloAvvii la routine mensile. Fai confermare al commercialista coefficiente e 5%
Aprile-giugnoChi è al secondo anno prepara il saldo, tu noVerifica che il conto tasse sia al 35% dell'incassato. Il bollo si versa con F24 a scadenze periodiche: chiarisci chi lo fa
Luglio-settembreIl 20 luglio passa senza F24. È l'ultimo luglio tranquilloProiezione a fine anno sugli 85.000 €. Se sei vicino, ragiona prima di accettare altri lavori entro dicembre
Ottobre-dicembreIl 30 novembre non ti riguarda: nessun accontoLe fatture di dicembre incassate a gennaio vanno nell'anno dopo. Chiudi l'anno con la cartella del commercialista completa

Il secondo anno è quello con le date vere. Segnale adesso, non a giugno.

ScadenzaCosa paghiDa sapere
30 giugno (nel 2026: 20 luglio)Saldo dell'anno 1 per intero (INPS + imposta) più il primo acconto dell'anno 2: metà del 100% dell'imposta e dell'80% dell'INPS dell'anno primaNel 2026 la scadenza è slittata al 20 luglio (D.L. 89/2026); dal 21 luglio al 20 agosto con lo 0,80% in più. Ogni anno controlla se c'è una proroga
30 novembreSecondo acconto: l'altra metàNon è rateizzabile
Da luglio a novembreSaldo e primo acconto si possono dividere in rate mensiliSolo se serve: a novembre l'ultima rata si somma al secondo acconto

Il meccanismo completo, con le regole per gli importi piccoli (niente acconto sotto 51,65 €, rata unica sotto 257,52 €), è in acconti del forfettario: perché arrivano a sorpresa.

Il conto tasse al 35% (e perché non al 30%)

La regola che consigliamo a chiunque è il 30% di ogni incasso su un conto separato, il giorno stesso. Chi è al primo anno mette il 35%. Non perché le tasse del primo anno siano più alte: perché stai riempiendo un serbatoio che l'anno dopo si svuota due volte, per il saldo e per gli acconti.

Con coefficiente 78% e imposta al 5%, INPS e imposta a regime pesano il 23% degli incassi. Sembra che il 30% avanzi. Ma il secondo anno le uscite salgono al 40-45% degli incassi di quell'anno, e se hai messo via il 23% per diciotto mesi, a luglio manca un pezzo. La tabella per ogni coefficiente e aliquota è in quanto mettere da parte per le tasse in forfettario.

Il 20% che sembrava tanto

Chi ha costruito Freelancy il primo anno ha messo via il 20%. Il ragionamento era lineare: "sono al 5%, cosa vuoi che sia". A luglio del secondo anno, tra saldo e primo acconto, mancavano circa 4.000 €. Li ha coperti chiedendo un anticipo a due clienti a canone: lavoro già venduto, incassato prima del tempo. Dal secondo anno è passato al 35%, e solo quando saldo e acconti hanno iniziato a compensarsi è sceso al 30%. Il numero da cui partire non è quello che ti sembra giusto oggi: è quello che ti serve a luglio.

I 5 numeri da sapere a memoria

NumeroCos'èPerché ti serve
85.000 €Limite di ricavi del forfettarioSopra, esci dall'anno dopo; sopra 100.000 € esci subito. Proporzionato ai giorni se apri in corso d'anno
26,07%Aliquota INPS Gestione Separata 2026La voce più pesante, non l'imposta. Senza minimo fisso: se incassi zero, paghi zero
5% / 15%Imposta sostitutiva5% per i primi cinque anni se l'attività è nuova e non prosegue un lavoro precedente; poi 15%
71%Quello che ti resta a regime (78%, 15%)Su 1.000 € incassati, circa 710 € sono tuoi. Con il 5%, circa 770 €
30 giorniTre termini con lo stesso numeroPer presentare l'AA9/12; per il pagamento delle fatture tra imprese e professionisti, se non scrivi altro (D.Lgs. 231/2002); per chiudere la P.IVA con lo stesso modello

Sul 26,07% vale la pena fermarsi: si applica sul 78% degli incassi, mentre l'imposta si calcola su quello che resta dopo aver dedotto i contributi versati nell'anno. Come si incastrano i due calcoli lo trovi in INPS Gestione Separata per freelancer: come si calcola davvero.

Il secondo luglio: l'esempio a 45.000 €

Social media manager, coefficiente 78%, Gestione Separata, imposta al 15% (l'attività prosegue un lavoro precedente, quindi niente 5%). Primo anno: 45.000 € incassati, zero versamenti. Secondo anno: di nuovo 45.000 €. Numeri arrotondati.

Reddito imponibile del primo anno: 45.000 × 78% = 35.100 €. INPS: 35.100 × 26,07% = 9.150 €. Imposta: nessun contributo da dedurre, quindi 35.100 × 15% = 5.265 €. Acconti del secondo anno: 80% dell'INPS (7.320 €) più 100% dell'imposta (5.265 €), circa 12.600 € in due metà.

ScadenzaVoceImporto
20 luglioSaldo INPS anno 19.150 €
20 luglioSaldo imposta anno 15.265 €
20 luglioPrimo acconto anno 26.300 €
20 luglioTotale luglio20.700 €
30 novembreSecondo acconto anno 26.300 €
Totale secondo anno27.000 €

Ventisettemila su 45.000 incassati: il 60% in un anno. Non perché il forfettario costi il 60%, ma perché stai pagando due anni. Con il 5% al posto del 15% scendi a circa 20.000 €, il 44%: comunque il doppio di quello che ti aspettavi. Con il 35% messo via dal primo giorno, a luglio sul conto tasse ci sono 15.750 € dell'anno prima più quelli dei primi sei mesi: la scadenza passa senza chiedere niente a nessuno.

Gli errori che vediamo più spesso

Spendere tutto quello che entra

Il primo anno il conto sale e basta. Il MacBook, il coworking, il corso da 900 €: tutto "lo pago con quello che ho incassato". Ma un terzo di quello che hai incassato non è tuo, ha solo una data di pagamento lontana. Le spese si decidono sul netto, cioè su quello che resta dopo aver spostato il 35%.

Fatturare "quando faccio le fatture"

Fine mese, o peggio fine trimestre, ti siedi e fatturi tutto insieme. Nel frattempo i clienti non hanno ricevuto niente, quindi non hanno pagato niente, e i 30 giorni non sono ancora partiti. Il ritardo l'hai creato tu. La pro forma parte il giorno della consegna, la fattura il giorno dell'incasso.

Nessun acconto ai clienti

Al primo anno si dice sì a tutto e non si chiede un acconto a nessuno, per paura di sembrare difficili. Poi il primo cliente che paga a 90 giorni ti tiene fermo un mese di lavoro. Il 30-50% all'avvio è normale e va scritto nel preventivo: come impostarlo, e cosa rispondere a chi storce il naso, è in acconto e saldo: come farsi pagare in due tempi.

Domande frequenti

Il primo anno di partita IVA devo pagare gli acconti?

No. Gli acconti si calcolano su quanto hai pagato l'anno prima, e l'anno prima non esiste. Il primo anno versi solo i bolli. Saldo del primo anno e acconti del secondo arrivano insieme a fine giugno (o 20 luglio, come nel 2026) dell'anno successivo.

Ho aperto a ottobre: il limite degli 85.000 € vale lo stesso?

Vale in proporzione ai giorni. Dal 1° ottobre al 31 dicembre sono 92 giorni: il tuo limite per quell'anno è circa 21.400 €. Se lo superi, dall'anno dopo esci dal forfettario. Se sai di partire con incassi alti, chiedi al commercialista se conviene aprire a gennaio.

Sono al 5%: posso mettere via il 20% invece del 35%?

Puoi, e a luglio del secondo anno ti mancheranno circa 4.000 € su 45.000 incassati. Il 5% riguarda solo l'imposta; l'INPS al 26,07% resta uguale ed è la voce più grossa. Il 35% il primo anno, poi il 30%: quello che avanza a fine anno è tuo comunque.

Se il primo anno va male, quanto costa chiudere?

Niente, se lo fai online: stesso modello AA9/12, entro 30 giorni dalla cessazione. In Gestione Separata non ci sono contributi minimi fissi: se hai incassato poco paghi poco, se hai incassato zero paghi zero. L'unica uscita fissa è il commercialista.


Aggiornato al 9 settembre 2026. Fonti: art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 (regime forfettario, dicitura in fattura, limite di 85.000 €); circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (aliquota Gestione Separata 26,07%); D.L. 89/2026 (proroga del saldo al 20 luglio 2026); Agenzia delle Entrate (modello AA9/12, fattura elettronica, bollo). Non è una consulenza fiscale: verifica il tuo caso con il commercialista, soprattutto sul diritto al 5% e sulla data di apertura.

Vuoi le stesse spunte da tenere sulla scrivania? Il Kit primo anno in PDF è qui sopra, subito dopo la tabella dei 30 giorni.

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