
Fiscalità
Chiudere partita IVA da forfettario: come si fa e cosa resta da pagare
Team Freelancy · 12 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Chiudere partita IVA è più facile che aprirla. Il modulo è lo stesso, si manda online e non costa nulla. Chi decide di farlo, però, di solito ha in testa altro: un contratto da dipendente che parte lunedì, un trasloco, un periodo di pausa. E le cose che si sbagliano non sono nel modulo. Sono la fattura non incassata, l'ultimo saldo di giugno, la dichiarazione dell'anno dopo.
Qui trovi l'ordine giusto: cosa fare prima, come si chiude, cosa resta dopo.
In breve
- Si chiude con il modello AA9/12, entro 30 giorni dalla fine dell'attività. Online dall'area riservata, via PEC, in ufficio o tramite commercialista. Non ci sono costi.
- Prima fattura e incassa tutto: per l'Agenzia delle Entrate l'attività non è finita finché hai prestazioni da fatturare o compensi da incassare.
- Dopo restano il saldo di imposta e contributi dell'anno di chiusura e la dichiarazione dei redditi, l'anno successivo.
- Chi non comunica la chiusura oggi non prende sanzioni, e dopo tre anni senza attività l'Agenzia chiude d'ufficio. Ma lasciarla aperta non conviene.
- Se la riapri entro tre anni, il 5% dei primi cinque anni non ti spetta.
In questo articolo
Cosa fare prima di chiudere partita IVA
La data di cessazione la scegli tu. Sceglila dopo aver sistemato tre cose.
Fattura e incassa tutto
Per l'Agenzia delle Entrate un professionista non ha cessato l'attività finché ha prestazioni da fatturare o compensi ragionevolmente incassabili (risoluzione 232/E del 2009). Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza 8059 del 2016, hanno confermato che un compenso legato a una prestazione già svolta resta tassabile anche se arriva dopo la chiusura.
In pratica: manda gli ultimi avvisi di parcella, sollecita chi è in ritardo, emetti le ultime fatture elettroniche. Se un cliente non paga e non vuoi tenere aperta la partita IVA per mesi, emetti comunque la fattura prima di chiudere e decidi con il commercialista come gestire l'incasso.
Sistema i bolli
Le fatture sopra 77,47 € hanno il bollo virtuale da 2 €, che si versa a trimestre con F24. Segnati quanto devi per l'ultimo trimestre: va pagato anche se la partita IVA è chiusa.
Conserva tutto
Fatture, ricevute di pagamento, F24 e dichiarazioni vanno tenuti per dieci anni (art. 2220 del codice civile). Prima di disdire il software di fatturazione, scarica l'archivio. Come funziona la conservazione delle fatture elettroniche lo spieghiamo in fattura elettronica per forfettari.
Il modello AA9/12
È lo stesso modulo dell'apertura. Indichi la cessazione e la data in cui l'attività è finita. Il termine è di 30 giorni da quella data (art. 35 del DPR 633/1972).
L'Agenzia delle Entrate indica quattro strade:
- Online, dalla tua area riservata, con il software gratuito di compilazione dell'Agenzia. Puoi farlo tu o tramite un intermediario abilitato, come il commercialista.
- PEC a una qualsiasi Direzione provinciale, con oggetto "Cessazione attività" e copia del documento se firmi a mano.
- In ufficio, su appuntamento, anche con delega.
- Raccomandata con copia del documento. Vale la data di spedizione.
La pratica non costa nulla. Se la fa il commercialista, paghi il suo tempo. Conserva la ricevuta: è la prova della chiusura. Se lo fai da solo o con lui, in cosa puoi fare senza commercialista trovi cosa conviene delegare.
E l'INPS?
Per un freelancer forfettario senza cassa professionale, l'INPS è la Gestione Separata. Lì non c'è un contributo minimo fisso come per artigiani e commercianti: i contributi si calcolano solo sul reddito che dichiari. Chiusa la partita IVA, non ne maturano di nuovi.
Restano i contributi del periodo lavorato: il saldo si paga l'anno dopo, insieme alle tasse. In genere non serve una domanda di cancellazione, ma ti consigliamo di controllare l'estratto conto su MyINPS dopo l'ultimo versamento. Se sei iscritto a un albo con cassa propria, invece, la cancellazione va chiesta all'Ordine e alla cassa. Come si calcolano i contributi lo spieghiamo in INPS Gestione Separata: quanto costa davvero.
Cosa resta da pagare dopo
Chiudere non chiude i conti dell'anno. Il forfettario paga per cassa e a saldo: l'anno di chiusura si regola l'anno dopo.
- Il saldo dell'anno di chiusura: imposta sostitutiva e contributi INPS su quanto hai incassato fino alla chiusura, meno gli acconti già versati. Di norma entro il 30 giugno dell'anno dopo, salvo proroghe.
- La dichiarazione dei redditi dell'ultimo anno, con il modello Redditi: di norma entro il 31 ottobre dell'anno dopo.
- Gli acconti dell'anno di chiusura: se chiudi a metà anno, il secondo acconto di novembre è calcolato sull'anno prima. Con il metodo previsionale puoi ridurlo, perché incasserai meno. Va fatto con attenzione: se sbagli per difetto, paghi sanzioni e interessi.
- Niente acconti per l'anno dopo: se hai cessato l'attività, per l'anno successivo non hai redditi da partita IVA, quindi non ci sono acconti di imposta sostitutiva. Fai impostare il calcolo dei contributi sullo stesso presupposto.
Il meccanismo di saldo e acconti è spiegato in acconti di luglio e novembre. La regola pratica è una: il conto tasse non si svuota il giorno in cui chiudi. Si svuota dopo l'ultimo F24.
Cosa fare e quando
Un esempio: l'ultima attività è il 30 settembre 2026. Date ordinarie, da ricontrollare ogni anno per eventuali proroghe.
| Quando | Cosa fai |
|---|---|
| entro il 30 settembre 2026 | Ultime fatture emesse, incassi sollecitati, archivio scaricato |
| entro il 30 ottobre 2026 | Modello AA9/12 di cessazione (30 giorni) |
| 30 novembre 2026 | Secondo acconto 2026 di imposta e INPS, eventualmente ridotto con il metodo previsionale |
| alla scadenza del trimestre | Bolli virtuali delle ultime fatture |
| 30 giugno 2027 | Saldo 2026 di imposta sostitutiva e Gestione Separata. Niente acconti 2027 se non hai più redditi da partita IVA |
| 31 ottobre 2027 | Dichiarazione dei redditi per il 2026 |
| per 10 anni | Conservi fatture, F24, dichiarazioni |
Quanto tenere sul conto tasse
Fino all'ultimo saldo, lascia sul conto tasse la stessa percentuale che usavi a ogni incasso. Se hai incassato 20.000 € nell'anno di chiusura, quei soldi servono a giugno. Il calcolo è in quanto mettere da parte per le tasse.
Se non la chiudi, o la chiudi tardi
Fino al 2016 chi non comunicava la cessazione rischiava una sanzione amministrativa. Il D.L. 193/2016 l'ha tolta, e l'Agenzia lo ha confermato con la risoluzione 7/E del 2017. Oggi chi presenta l'AA9/12 in ritardo, o non lo presenta, non prende quella sanzione.
In più, l'Agenzia chiude d'ufficio le partite IVA di chi, dai dati che ha, non ha esercitato attività nelle tre annualità precedenti (art. 35, comma 15-quinquies, del DPR 633/1972). Prima ti manda una comunicazione, e puoi rispondere con i documenti se in realtà sei attivo.
Detto questo, noi non la lasceremmo aperta. Il commercialista continua a seguirla e a farsi pagare, e ogni primavera resta il dubbio su cosa dichiarare. Chiuderla costa venti minuti.
Come lo facciamo in Freelancy
Prima di chiudere, apri Finanza → Fatture: vedi in un colpo le fatture emesse, quelle da incassare e da quanti giorni sono in ritardo. Se usi Lancy, basta chiedere "chi mi deve ancora pagare?". Il widget "Da accantonare" in Dashboard ti dice quanto deve restare sul conto tasse fino all'ultimo saldo.
Riaprirla dopo, e il 5%
Riaprire si può sempre, con un nuovo AA9/12 di inizio attività. Il punto è l'aliquota. Il 5% dei primi cinque anni spetta solo se non hai esercitato attività professionale o d'impresa nei tre anni precedenti e se la nuova attività non è la mera prosecuzione di una precedente (L. 190/2014, art. 1 comma 65).
| Se riapri | Aliquota |
|---|---|
| Entro tre anni dalla fine dell'attività | 15% |
| Dopo tre anni pieni, con un'attività davvero nuova | 5% possibile, da verificare con il commercialista |
Un esempio: apri, lavori due anni al 5%, chiudi e riapri dopo un anno. Paghi il 15%. Chiudere e riaprire non fa ripartire il conteggio dei cinque anni. Tutti i requisiti sono in aprire partita IVA da freelancer. E se nel frattempo ti capita un lavoro ogni tanto, valuta la prestazione occasionale, ma solo se resta davvero occasionale.
Gli errori che vediamo più spesso
Chiudere con fatture ancora da incassare
Il cliente paga a febbraio, la partita IVA è chiusa da dicembre. Quel compenso resta tassabile, e sistemarlo dopo è più complicato che aspettare qualche settimana a chiudere.
Svuotare il conto tasse il giorno della chiusura
Il saldo dell'ultimo anno arriva a giugno dell'anno dopo. Chi usa quei soldi per l'estate se ne accorge con l'F24 in mano.
Pagare il secondo acconto pieno senza pensarci
Se chiudi a metà anno, l'acconto di novembre calcolato sull'anno prima può essere troppo alto. Il previsionale esiste per questo. Va fatto con un commercialista, non a occhio.
Lasciarla aperta "tanto non costa"
Non ci sono più sanzioni per la mancata chiusura, ma qualcuno deve continuare a seguirla, e la data in cui hai smesso davvero diventa più difficile da dimostrare se un giorno vuoi riaprire con il 5%.
Domande frequenti
Quanto costa chiudere la partita IVA?
Niente, se la chiudi tu online, via PEC, in ufficio o con raccomandata. Se la chiude il commercialista, paghi la sua prestazione. Restano da pagare imposta e contributi dell'ultimo anno.
Posso chiudere la partita IVA da solo?
Sì, dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con il software gratuito, oppure via PEC. Il modulo è semplice. Il commercialista serve soprattutto per l'ultima dichiarazione e per il calcolo degli acconti.
Devo comunicare qualcosa all'INPS?
Per la Gestione Separata in genere non serve una domanda di cancellazione: i contributi si calcolano sul reddito dichiarato. Paghi il saldo dell'ultimo anno e controlli l'estratto conto su MyINPS. Chi ha una cassa professionale deve invece chiedere la cancellazione all'Ordine e alla cassa.
Ho chiuso, ma un cliente mi paga dopo. Cosa faccio?
Quel compenso è tassabile anche dopo la chiusura. Per questo conviene fatturare tutto prima di chiudere. Se è già successo, senti il commercialista su come dichiararlo.
Aggiornato al 12 ottobre 2026. Fonti: Agenzia delle Entrate, scheda "Partita Iva persone fisiche (AA9/12) – Come variare o chiudere la partita Iva" e scheda sulla chiusura d'ufficio; DPR 633/1972, art. 35; D.L. 193/2016, art. 7-quater commi 44-45; Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 7/E del 19 gennaio 2017 e risoluzione n. 232/E del 20 agosto 2009; Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 8059 del 21 aprile 2016; L. 190/2014, art. 1 comma 65; codice civile, art. 2220. Le date del calendario sono quelle ordinarie e possono essere prorogate. Non è una consulenza fiscale: per la tua situazione senti il tuo commercialista.
Prima di chiudere, controlla quanto deve restare sul conto: fai il conto con il calcolatore netto forfettario.