Rivalsa INPS 4% nel forfettario: cos'è, come si scrive in fattura e se conviene

Fiscalità

Rivalsa INPS 4% nel forfettario: cos'è, come si scrive in fattura e se conviene

Team Freelancy · 12 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Stai preparando la fattura per un cliente nuovo e il software ti propone una casella: "rivalsa INPS 4%". Un collega ti ha detto che la mette sempre, un altro che fa sembrare più cari. Tu vorresti solo sapere se è obbligatoria, se il cliente può contestarla e quanto ti entra davvero in tasca.

Rispondiamo con i numeri. Prendiamo una fattura da 1.000 € e seguiamo quei 40 € fino alla dichiarazione.

In breve

  • La rivalsa INPS del 4% è una maggiorazione che puoi addebitare al cliente se sei iscritto alla Gestione Separata. È facoltativa.
  • Si calcola sul compenso: su 1.000 € sono 40 €, totale fattura 1.040 €.
  • È ricavo: conta per la soglia degli 85.000 € e ci paghi sopra INPS e imposta. Dei 40 € te ne restano circa 28.
  • Non cambia il bollo: 2 € fissi se la fattura supera 77,47 €.
  • Secondo noi con i clienti azienda va messa. Con i privati conviene ragionare sul prezzo finale.

Cos'è la rivalsa INPS 4%

Se sei un professionista senza cassa di categoria (social media manager, designer, consulente, copywriter, developer), sei iscritto alla Gestione Separata INPS. L'obbligo viene dalla legge 335 del 1995. Nel 2026 l'aliquota è il 26,07% del reddito, come fissato dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.

Per alleggerire quel peso, la legge 662 del 1996 (art. 1, comma 212) dà a chi è in Gestione Separata il diritto di addebitare ai committenti, "in via definitiva", il 4% dei compensi lordi. È questa la rivalsa: una riga in più in fattura, pagata dal cliente.

Il nome inganna. Non è un contributo che giri all'INPS e non è un rimborso. I contributi li paghi tu, per intero, come se la rivalsa non ci fosse. Quei 4 euro ogni 100 sono soldi tuoi, a tutti gli effetti.

Chi non può applicarla

Chi è iscritto a una cassa professionale (avvocati, architetti, ingegneri, psicologi, commercialisti) non usa la rivalsa INPS: ha il contributo integrativo della sua cassa, che vediamo più sotto. E non la usano artigiani e commercianti iscritti all'INPS: la norma riguarda il lavoro autonomo professionale.

È obbligatoria?

No. La legge dice che "hai titolo" ad addebitarla, non che devi. Puoi metterla a un cliente e non a un altro, su una fattura e non sulla successiva. Non c'è niente da comunicare all'INPS né all'Agenzia delle Entrate.

L'unica regola pratica: il cliente deve saperlo prima. Se il preventivo dice 1.000 € e la fattura arriva a 1.040 €, il cliente ha ragione a chiedere spiegazioni. Scrivila nel preventivo, accanto al prezzo: "1.000 € + rivalsa INPS 4%". Lo spieghiamo nella guida al preventivo freelance.

Come si calcola e come si scrive in fattura

Il 4% si applica al compenso. Nel forfettario non c'è IVA né ritenuta d'acconto, quindi il conto è semplice.

VoceSenza rivalsaCon rivalsa
Compenso1.000,00 €1.000,00 €
Rivalsa INPS 4%–40,00 €
Imposta di bollo (se la riaddebiti)2,00 €2,00 €
Totale fattura1.002,00 €1.042,00 €

In fattura la rivalsa è una riga a parte, con una descrizione chiara. Per esempio: "Rivalsa INPS 4% ai sensi dell'art. 1, comma 212, L. 662/1996". Nella fattura elettronica i software la gestiscono di solito come contributo previdenziale o come riga dedicata: ti basta attivarla una volta nelle impostazioni del cliente o del regime.

Restano le diciture del forfettario: operazione senza IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e niente ritenuta. Le trovi tutte nella guida alla fattura elettronica nel forfettario.

Il calcolo al contrario

Il cliente ti dice "il budget è 1.040 € tutto compreso"? Dividi per 1,04: compenso 1.000 €, rivalsa 40 €. Con il bollo riaddebitato, togli prima i 2 €.

È ricavo: soglia, tasse e contributi

Qui sta il punto che quasi tutti sbagliano. La rivalsa INPS 4% è compenso. Nel forfettario il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività a tutto quello che incassi, rivalsa compresa. Quindi:

  • conta per la soglia degli 85.000 €;
  • entra nel reddito su cui paghi i contributi INPS;
  • entra nel reddito su cui paghi l'imposta sostitutiva.

Quanto ti resta dei 40 €? Ecco il conto con coefficiente 78% e Gestione Separata al 26,07%. Arrotondiamo al centesimo e semplifichiamo la deduzione dei contributi, che nella realtà avviene nell'anno in cui li versi.

PassaggioImposta al 15%Imposta al 5%
Rivalsa incassata40,00 €40,00 €
Reddito (78%)31,20 €31,20 €
INPS 26,07%−8,13 €−8,13 €
Imposta sostitutiva−3,46 €−1,15 €
Ti resta28,41 €30,71 €

Circa il 71% al 15%, il 77% al 5%. Su 40.000 € di compensi in un anno la rivalsa vale 1.600 € lordi e circa 1.140 € netti. Non paga l'INPS: ne copre una parte. Il conto completo dei contributi è nella guida all'INPS Gestione Separata nel forfettario.

Occhio alla soglia

Con 82.000 € di compensi e la rivalsa su tutto, incassi 85.280 €: sei sopra gli 85.000 € e dall'anno dopo esci dal regime. Se sei vicino, leggi cosa succede quando superi la soglia del forfettario e fai i conti sull'incassato vero, rivalsa compresa.

Stesso discorso per quello che metti da parte: la percentuale che accantoni a ogni incasso va applicata al totale incassato, rivalsa inclusa. Il metodo è nella guida su quanto mettere da parte per le tasse.

E il bollo?

La rivalsa non cambia il bollo. Le fatture del forfettario sono senza IVA, quindi pagano l'imposta di bollo di 2 € quando la somma indicata supera 77,47 € (D.P.R. 642/1972, Tariffa, parte prima, art. 13). L'importo è fisso: 2 € su una fattura da 100 € come su una da 10.000 €.

Conta però il totale. Un compenso da 75 € con la rivalsa diventa una fattura da 78 €: sopra 77,47 €, quindi il bollo ci va. Come si assolve, chi lo paga e quando si versa lo spieghiamo nella guida alla marca da bollo in fattura nel forfettario.

Rivalsa e contributo integrativo delle casse

Si confondono spesso perché in fattura sembrano uguali: una percentuale in più a carico del cliente. Funzionano in modo opposto.

Rivalsa INPS 4%Contributo integrativo
Chi la applicaIscritti alla Gestione SeparataIscritti a una cassa professionale
ObbligatoriaNoSì, la stabilisce la cassa
Percentuale4% fisso per leggeDecisa dal regolamento di ogni cassa
Dove finisceResta a teLa versi alla cassa
È redditoSìNo, secondo la prassi prevalente

In breve: il contributo integrativo lo incassi per conto della cassa e glielo giri. La rivalsa INPS la incassi per te. Se hai una cassa, le regole le trovi nel suo regolamento e conviene farle confermare dal commercialista.

Come lo facciamo in Freelancy

In Finanza registri l'incassato com'è, rivalsa compresa. La Dashboard ti dice quanto mettere da parte, e Finanza → Fiscale ti mostra la soglia degli 85.000 € con la proiezione a fine anno: niente sorprese da quel 4% che si somma fattura dopo fattura.

Conviene metterla?

Secondo noi sì, con i clienti azienda, sempre. Un'agenzia o una PMI che riceve 1.040 € invece di 1.000 € non apre una trattativa: "rivalsa INPS" è una voce prevista dalla legge, la vedono da anni sulle fatture dei professionisti. Alzare la tariffa del 4% ti dà lo stesso risultato, ma un prezzo si negozia, una voce di legge di solito no.

Con i privati è diverso. Guardano il totale e basta. Per loro 1.040 € è un rincaro, comunque lo chiami. Lì conviene decidere il prezzo finale e dentro metterci quello che vuoi.

Una cosa da non fare: togliere la rivalsa per "sembrare meno cari" e poi lavorare allo stesso prezzo di prima. Su 40.000 € di fatturato sono circa 1.140 € netti l'anno che lasci sul tavolo. Se vuoi vedere l'effetto sui tuoi numeri, il calcolatore del netto forfettario lo fa in un minuto: aggiungi la rivalsa ai ricavi.

Gli errori che vediamo più spesso

Pensare che la rivalsa paghi l'INPS

Non la paga. I contributi si calcolano sul tuo reddito e li versi tu. La rivalsa è una piccola entrata in più che ne copre una parte.

Tenerla fuori dai conti

Chi la considera "un rimborso" non la mette nel calcolo della soglia né nell'accantonamento. Poi a luglio l'F24 è più alto del previsto, o a dicembre la soglia è superata.

Aggiungerla a sorpresa

Preventivo da 1.000 €, fattura da 1.040 €. È legittimo, ma il cliente si sente preso in giro. Mettila nel preventivo, sempre.

Applicarla con una cassa professionale

Se sei iscritto a una cassa, la rivalsa INPS non è la tua voce. Hai il contributo integrativo, con regole e percentuali tue.

Domande frequenti

La rivalsa INPS 4% è obbligatoria per i forfettari?

No, è facoltativa. La legge 662/1996 ti dà il diritto di addebitarla al cliente, non l'obbligo. Puoi decidere cliente per cliente.

La rivalsa del 4% conta per gli 85.000 €?

Sì. È compenso a tutti gli effetti: entra nei ricavi incassati dell'anno e quindi nella soglia del forfettario, come il bollo se lo riaddebiti.

Sulla rivalsa si pagano tasse e contributi?

Sì. Entra nel reddito forfettario come il resto del compenso. Con coefficiente 78% e imposta al 15%, di 40 € te ne restano circa 28.

Il cliente può rifiutarsi di pagarla?

Se non era nel preventivo o nel contratto, può contestarla. Se l'avete concordata, è parte del prezzo. Per questo va scritta prima.

Si calcola anche sul bollo?

No. Il 4% si applica al compenso. Il bollo da 2 € è un'imposta fissa e va su una riga a parte.


Aggiornato al 12 ottobre 2026. Fonti: Legge 662/1996, art. 1, comma 212 (rivalsa del 4%); Legge 335/1995, art. 2, comma 26 (Gestione Separata); Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario); INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (aliquota 26,07%); D.P.R. 642/1972, Tariffa, parte prima, art. 13 (bollo sopra 77,47 €); Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 428 del 12 agosto 2022. Gli esempi sono arrotondati. Non è una consulenza fiscale: per la tua situazione senti il tuo commercialista.

Vuoi vedere quanto ti resta con la rivalsa? Prova il calcolatore del netto forfettario.

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